Editoria, via libera al nuovo sistema dei sostegni dal 2014

Semplificazione_P.ATetti massimi ai contributi e nuovi criteri di calcolo. Obbligatoria per il contributo la tracciabilità delle vendite

ROMA – Disegna un nuovo sistema di sostegno all’editoria, a partire dal 2014, il disegno di legge delega approvato oggi dal Consiglio dei ministri che istituisce, tra l’altro, un Registro delle riviste di ”alta cultura”. In generale il provvedimento si pone l’obiettivo di tener conto ”della strutturale trasformazione che tale ambito dell’economia sta attraversando con il diffondersi dell’editoria digitale”, si legge nella nota di Palazzo Chigi.

In quest’ottica uno dei primi provvedimenti è quello che prevede che le aziende editoriali non potranno avere contributi dallo Stato superiori a quelli ricevuti nel 2010. Viene inoltre istituita una Commissione per ridefinire i soggetti editoriali meritevoli di sostegno pubblico, in particolare alto valore culturale, politico-sociale, e tradizione a livello locale. Si favorisce, infine, con attività di comunicazione e promozione, la diffusione della lettura, in particolare tra i giovani.

Il decreto legge ha quattro tratti salienti:

1. I requisiti di accesso al contributo, che verrà erogato nel 2014, vengono rimodulati aumentando il rapporto tra distribuzione e vendita. Per le testate nazionali (quelle cioè distribuite in almeno 5 regioni, con una percentuale di distribuzione in ciascuna non inferiore al 5% della distribuzione complessiva) il rapporto è aumentato dal 15% al 30%. Per quelle locali dal 25% al 35%. Questo meccanismo è mirato a far diminuire i costi di distribuzione e stampa, spingendo le imprese a rendere più efficiente la propria rete distributiva. In ogni caso, il contributo per ciascuna azienda non può superare quello calcolato in misura piena per l’anno 2010.

2. Si pongono fin da subito (contributi erogati nel 2013) alcuni limiti ai costi ammissibili per calcolare l’importo del contributo statale. I costi ammessi sono solo quelli fondamentali di produzione e quelli relativi ai livelli effettivi di vendita. Il contributo “variabile” viene calcolato esclusivamente sulle copie vendute. Si escludono dal computo le copie diffuse in blocco e tramite “strillonaggio”.

Inoltre, non sono più ammessi al calcolo del contributo le spese per materiali di consumo e promozionali e, in particolare, consulenze e “service”. Saranno rimborsati nella misura del 50% i costi relativi a giornalisti, personale, stampa, distribuzione.

3. Per accedere al contributo l’impresa deve risultare in regola con gli adempimenti tributari verso lo Stato.

4. I criteri per il calcolo dei contributi sono applicati anche ai giornali organi di partito e assimilati.

Per garantire l’adeguamento alle nuove esigenze del mercato dell’editoria, il decreto prevede inoltre che le imprese che hanno già ricevuto i contributi possano passare alla pubblicazione digitale, anche in via non esclusiva.
Le imprese editrici che diffondono esclusivamente on line possono usufruire di un sostegno di durata biennale, a condizione che rispettino effettivamente la propria periodicità e siano accessibili (in digitale) anche a titolo oneroso. Il contributo consiste nella copertura del 70% dei costi e nella corresponsione di 0.10 euro per ciascuna copia venduta in abbonamento.

E’ inoltre previsto un credito d’imposta di cui beneficeranno i punti di vendita che aderiranno ad una rete informatica che consentira’, tra l’ altro, una maggiore efficienza delle imprese editoriali, attraverso la tracciabilita’ delle vendite e delle rese dei giornali.

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri assicurera’ il coordinamento degli spazi dedicati alla pubblicita’ istituzionale, anche per una maggiore razionalizzazione della spesa complessiva.

Le linee guida del provvedimento – si legge nel comunicato del Cdm – sono: razionalizzare, semplificare, rendere trasparenti e migliorare la qualita’ dei contributi pubblici destinati all’Editoria, tenendo conto di alcune esigenze come contribuire al conseguimento del pareggio di bilancio pubblico; indirizzare le imprese verso l’innovazione e realizzare in pieno l’obiettivo di tutela del pluralismo e sostegno alla effettiva fruizione di prodotti editoriali reali.

Il provvedimento di urgenza si rende necessario in ragione del periodo transitorio – previsto dal decreto “Salva Italia” – degli ultimi due anni di contributo diretto a quotidiani e periodici ed e’ quindi connesso alla maturazione di legittime aspettative da parte delle imprese.

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