Finmeccanica, la governance non cambia

Finmeccanica_sliderNel 2011 perdite per 2,3 miliardi e dividendo azzerato. L’assemblea non delibera il rimescolamento di deleghe tra Orsi e Panza

 

ROMA – L’ “annus horribilis” di Finmeccanica finalmente si è chiuso. E’ vero che ha lasciato sul campo morti e feriti, ma si spera che da qui si possa ripartire su una base più solida e strutturata. O almeno questo è il disegno di Giuseppe Orsi, che l’assemblea dei soci questa settimana ha confermato alla guida del gruppo. Le altre decisioni hanno riguardato il cambio della società di revisione affidato ora alla Kpmg, il rinnovo del collegio sindacale che sarà presieduto dal commercialista milanese Riccardo Raul Bauer (78.000 euro lordi l’anno) e un report sulle remunerazioni improntato a rigore e contenimento dei costi (dure critiche alla liquidazione di 9,5 milioni a Guarguaglini).

Nel comunicato ufficiale si precisa che “in uno scenario recessivo, il Gruppo ha inevitabilmente risentito di un calo di ordini e di una contrazione di ricavi. Finmeccanica ha pertanto avviato, e sta portando avanti, un piano di riassetto con l’obiettivo di consentire un significativo e strutturale recupero di profittabilità e capacità di generazione di flussi finanziari nel breve-medio periodo, unitamente alla riorganizzazione del portafoglio di attività e ad un processo di rafforzamento strategico”.

Dati_Finmeccanica

Dopo il bagno di sangue dell’esercizio 2011 (perdita secca di 2,306 miliardi di euro, dovuta a fenomeni “eccezionali” e “oneri non ricorrenti”, indebitamento netto di 3,443 miliardi di euro, portafoglio ordini a 46 miliardi, dividendo azzerato), si sta tentando di mettere riparo ai guasti prodotti dalla megalomania di Guarguaglini. La parola d’ordine è: “Bisogna concentrarci su quello che ci permette di essere leader”. Cioè aerei, elicotteri e soprattutto elettronica.

Ma sulla destinazione strategica degli altri rami d’azienda, come l’energia o il segnalamento ferroviario, c’è maretta all’interno della holding. Semplificando i ragionamenti, Orsi propende più per lo spezzatino e intavola trattativa con Hitachi o General Electric, mentre il neo consigliere di amministrazione e direttore generale Alessandro Pansa, in sintonia con il ministro Corrado Passera, preferirebbe cercare partner piuttosto che compratori.

Nel braccio di ferro fra le due “scuole di pensiero”, l’azionista di riferimento, ovvero il ministero del Tesoro, ha preferito mantenere l’attuale governance evitando lo “spacchettamento delle deleghe” che molti davano per sicuro alla vigilia dell’assemblea. Così Pansa dovrà accontentarsi, per il momento, di fare da filtro tra Orsi e le società controllate.

Molti però prevedono che l’assetto definitivo del Gruppo sia destinato a cambiare ancora in un arco di tempo non lungo, anche a prescindere dalle vicende giudiziarie del capo azienda Orsi. Se poi sarà Pansa, sopravvissuto indenne all’era Guarguaglini, a raccoglierne l’eredità o altri magari più attrezzati a gestire una fase di traghettamento di Finmeccanica verso approdi industriali rinnovati è presto per dirlo.

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