Ingv, l’ex presidente Giardini ritorna all’Istituto

Giardini_Ingv_sliderUscito dalla porta a dicembre 2011 per lo stipendio troppo basso, rientra dalla finestra come consigliere del Cda

ROMA – A volte ritornano. Sembra che questa pratica, di per sè eccezionale, in Italia sia ormai diventata una prassi. In questo caso però fa ancora più scalpore dal momento che il soggetto ritorna da dove lui stesso ero voluto andar via.
Stiamo parlando di Domenico Giardini, il tanto discusso presidente dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv), nominato a suo tempo dalla Gelmini,  che si era dimesso dalla carica il 22 dicembre scorso perché lo stipendio da numero uno dell’Ente sarebbe stato, a suo avviso, troppo basso (115mila euro!).

Le dimissioni furono “congelate” dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che aveva cercato invano di trovare una cattedra per il professore all’università La Sapienza.

La chiamata ‘per chiara fama’ fu però sonoramente bocciata dai vertici dell’ateneo romano. Nel corso di una seduta del Senato accademico, il preside della facoltà di Scienze della Terra aveva infatti gelato il Magnifico Rettore Luigi Frati facendogli notare che il Consiglio della sua facoltà non si era mai pronunciato sulla chiamata del professor Giardini.

Così l’affaire, per molti versi kafkiano, si concluse con la definitiva uscita di scena di Giardini.

A fine febbraio il ministro Profumo nominò come nuovo presidente Stefano Gresta, dal 2010 nel Consiglio Direttivo dell’Istituto.

Oggi Giardini, uscito dalla porta, rientra dalla finestra, non più, ovviamente, come presidente, bensì come consigliere d’amministrazione, sullo scranno lasciato libero dallo stesso Gresta. A nominarlo nel Cda, dove rimarrà per i prossimi quattro anni, è stato il ministro vigilante Profumo, con un provvedimento del 10 maggio scorso.

Giardini, si legge nel provvedimento, sarebbe stato scelto tra una rosa di cinque candidati perché persone più idonea a ricoprire l’incarico di componente del Cda dell’Istituto perché, testuali parole, “poliedrico nella sua presenza scientifica”.
Non è da escludere a questo punto che l’ex presidente abbia ripiegato sul piano B, “accontentandosi” di un ruolo da consigliere, per passare un domani al ruolo più alto.

Saremmo nel frattempo curiosi di sapere a quanto ammonta il suo gettone di presenza come consigliere. Se cioè nel gioco delle tre carte, Giardini ci abbia rimesso o guadagnato.

 

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