Le perdite della Siae sui titoli Lehman Brothers

SiaeUna sentenza del Consiglio di Stato riconosce il ricorso del Codancos per l’accesso agli archivi e agli investimenti

ROMA – Dopo sette giudizi in cui la Siae ha tentato in tutti i modi di opporsi alla richiesta di trasparenza avanzata dal Codacons, il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi, “ha ottenuto dalla più alta magistratura amministrativa il diritto di avere accesso ai documenti della Siae relativi ai soldi dell’ente investiti in titoli Lehman Brothers. Il Codacons tentò in tutti i modi di prendere visione delle carte relative al fallimentare investimento, ma si scontrò con il netto rifiuto della società”.

A seguito dell’ultima sentenza del Consiglio di Stato – sottolinea il Codacons – ora tutti i soci della Siae, nel caso in cui risulti che l’ente non abbia ben tutelato i loro soldi gettandoli dalla finestra e non li abbia recuperati, potranno avanzare causa di risarcimento contro la società, addirittura anche attraverso una class action contro la stessa Siae e i componenti del CdA che disposero l’investimento.

Il giudice amministrativo conferisce così ai soci Siae un importante ruolo attivo. Si legge nella sentenza del CdS: “è anche evidente che ai fini della tutela di quella sfera giuridica assuma rilievo essenziale la gestione del patrimonio, che la Siae deve utilizzare per l’ assolvimento dei suoi compiti nell’interesse degli associati (art. 1 Regolamento generale)”.

Nella sentenza riportata dal Codacons si afferma ancora: “Appare dirimente, a tale riguardo, la circostanza che, a causa della nota procedura concorsuale riguardante la Lehman Brothers, la Siae abbia subito una perdita nel proprio patrimonio, come attestato dalla stessa Siae, da ultimo con la nota in data 4 gennaio”.

Ma ancora più importanti le affermazioni dei giudici con cui il Codacons viene ritenuto un ente di rilievo costituzionale per la difesa dei cittadini: “l’emersione e la progressiva affermazione del ruolo che le associazioni dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici ha assunto nell’ ordinamento, e il contributo che la loro azione arreca alla realizzazione dei valori accolti nella Costituzione.

Il fenomeno è lucidamente descritto dalla sentenza, ampiamente richiamata dalle appellanti a sostegno delle proprie ragioni, con la quale la Corte di cassazione, Sez. Terza civile, 18 agosto 2011 n. 1735, a proposito di azioni giudiziarie intraprese a norma dell’ art. 3 della legge n. 281 del 1998, ha riconosciuto al Codacons il merito, senza sostituirsi con la proprie azioni alle iniziative dei singoli, di “spianare ad esse la strada, tramite il superamento degli ostacoli di ogni genere di cui tale strada potrebbe essere disseminata”.

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