Il cda di Impregilo fa le barricate contro Salini

Salini_SLIDERPietro Salini prepara la lista dei suoi rappresentanti nel Cda. Il progetto di integrazione dei due big del settore

 

ROMA – Sarà Claudio Costamagna, secondo quanto riferiscono fonti attendibili, il primo della lista dei consiglieri che Salini proporrà all’ approvazione dei soci nell’ assemblea ordinaria di Impregilo convocata per il prossimo 12 luglio. L’ ex Goldman Sachs, nel caso in cui la lista proposta da Pietro Salini risultasse vincente nei confronti del gruppo Gavio, sarebbe destinato a diventare il prossimo presidente di Impregilo.

Entrambi i gruppi, com’è noto, dispongono al momento di una quota intorno al 29 per cento del capitale di Impregilo, quindi sarà decisiva l’opinione degli altri soci, in particolare dei fondi che nel corso dell’ assemblea per il bilancio dello scorso 23 aprile mandarono in minoranza l’attuale consiglio d’amministrazione espressione dell’azionista Gavio.

The_Project_for_Impregilo

In quell’occasione il gruppo Salini presentò ai soci di Impregilo la sua proposta organica di integrazione delle due imprese, basata su alcuni obiettivi prioritari.

•    Dismissione delle attività non core (Ecorodovias, Fisia, Fisia Babcock), dopo la valutazione strategica delle opportunità
•    Riallocazione delle attività e risorse: reinvestimento di capitali nel core business per generare più elevati ritorni nel lungo periodo
•    Analisi delle disponibilità liquide in eccesso dopo le cessioni al fine di valutare la possibilità di distribuire un dividendo straordinario
•    Processo trasparente di integrazione tra Impregilo e Salini nell’interesse degli azionisti, dei dipendenti, dei clienti e degli altri stakeholders

Alla prospettiva di “andare a casa”, l’attuale cda di Impregilo reagisce considerando “infondate” le ragioni esposte dal socio Salini nel chiedere la revoca dell’attuale consiglio. Senza fornire adeguate motivazioni, il Consiglio considererebbe un’eventuale delibera in tal senso, se approvata, “certamente dannosa” per il gruppo, per i suoi azionisti e per tutti gli stakeholder. E’ quanto si legge nella relazione del cda trasmessa in vista dell’ assemblea chiamata a votare sulla richiesta formulata dal gruppo romano.

La richiesta del socio Salini, in realtà, si limita a considerare tutti i vantaggi e le sinergie che un’eventuale integrazione sarebbe in grado di generare. Ne discenderebbe ovviamente una ristrutturazione ponderata del consiglio di amministrazione di Impregilo che attualmente non rispecchia la reale composizione dell’azionariato. La prospettata “evoluzione in senso conflittuale dei rapporti tra i soci” appare dunque del tutto infondata e comunque estranea alla volontà di Salini, che non ha mai fornito “una rappresentazione lesiva degli interessi non soltanto del management Impregilo, ma anche della società e in generale di tutti gli stakeholder”.

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