Ipa, i rumors sulle dimissioni di Massimo Nardi

campidoglio_SLIDERLascia il presidente dell’Istituto di Previdenza dei dipendenti comunali per disfunzioni di particolare gravità

 

ROMA – C’è una certa contraddizione nelle notizie sulle dimissioni di Massimo Nardi dalla presidenza dell’Istituto di Previdenza e Assistenza dei dipendenti di Roma Capitale e l’azzeramento dell’intero Consiglio di amministrazione.

Da un lato infatti il sindaco Alemanno scrive una lettera molto dura in cui parla di «disfunzioni di particolare gravità» in riferimento «alla mancata e doverosa» indizione delle elezioni per il rinnovo degli organi statuari in scadenza il prossimo 28 maggio.

Il primo cittadino rimprovera inoltre alla gestione uscente «la corresponsione di rilevanti somme ai componenti del Cda, del collegio dei revisori e anche dei consulenti dell’istituto». Pesantissimo infine il giudizio riservato ai consulenti, privi, secondo il sindaco, «di un valido titolo giustificativo».

Dall’altra lo stesso sindaco “rinnova la stima e comprende le motivazioni dell’on. Nardi, accettandone le dimissioni, consentendo in questo modo di facilitare l’adozione di tutti i provvedimenti necessari ad assicurare il regolare funzionamento dell’Ente”.

Ma allora chi è il responsabile delle «disfunzioni di particolare gravità» nella gestione dell’Ipa? È l’intero Cda compreso il suo presidente, o Nardi è stato messo in minoranza dagli altri consiglieri e costretto alle dimissioni?

In questa seconda ipotesi potrebbe essere lui il benemerito che ha scoperchiato la pentola del malaffare e quindi gli spetterebbe di diritto la carica di commissario straordinario allo stesso istituto che probabilmente seguirà.

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