Sigma-Tau, approvata dopo 4 mesi la Cassa Integrazione

sigmatauFirmata dal ministero del Lavoro la Cigs a zero ore per 12 mesi per i 569 lavoratori in disaccordo con le Rsu

ROMA – Il Comitato di tutela dei diritti dei lavoratori della Sigma-Tau scrive, in una nota, come i dipendenti della Sigma-Tau da oltre quattro mesi vivono una situazione ai limiti dell’assurdo, come nei libri di Kafka, fino a oggi sospesi in CIGS senza autorizzazione, in attesa che l’Ispettorato del Lavoro verificasse la realtà della crisi economica e finanziaria, proposta dall’azienda al momento della richiesta a Unindustria. Gli ispettori hanno ricevuto documentazione dall’azienda in cui si mostrava un bilancio in negativo e l’assicurazione da parte della RSU che l’ipotesi di accordo era stata sottoposta a regolare referendum con accettazione da parte della maggioranza dei lavoratori. Tanto è bastato per la concessione dell’autorizzazione.

E’ proprio su questa ipotesi di accordo, e sui successivi accordi siglati tra DA e RSU, che si concentrano invece le proteste dei lavoratori in CIGS: si contesta la crisi, sottolinea il Comitato, che sembrerebbe usata in modo assolutamente strumentale per ottenere la concessione di ammortizzatori sociali al solo scopo di licenziare, esternalizzare o chiudere reparti e aziende consociate (Prassis di Milano e Tecnogen di Caserta). La Sigma-Tau è un’azienda sana, solida, che recentemente ha potuto investire 320 milioni di dollari per nuove acquisizioni di rami d’azienda all’estero, incassando nell’aprile 2011 i pubblici complimenti di Passera, allora Ad di Banca Intesa, che tale somma aveva concesso in prestito.

Ma il Comitato di tutela dei diritti dei lavoratori della Sigma-Tau contesta ancora con maggiore veemenza il comportamento della RSU, già molte volte stigmatizzato in precedenza per i suoi “mutismi” alle legittime domande e lamentele dei “sospesi”: i sindacati, presenti al referendum anche con esponenti territoriali e nazionali, hanno tutelato senza sforzo la maggioranza dei lavoratori rimasti in servizio, recuperando loro gli accordi sindacali per un breve periodo sospesi, ma “dimenticandosi” delle tragedie personali e familiari che la perdita del lavoro ha comportato ai colleghi in CIGS.

Ogni accordo sottoscritto è sempre stato peggiorativo rispetto ai precedenti, fino ad arrivare all’ultimo, in cui dalla DA vengono proposti 350,00€ euro lordi di incentivo al mese per ogni mese di mobilità su base volontaria, e non si parla nemmeno più di rotazione. L’azienda dichiara di non avere soldi, ma è incessante l’escalation dei troppi soldi spesi in questi giorni (di crisi) per promozioni pubblicitarie sulla stampa e in TV, sponsorizzazioni di congressi, presenza a fiere internazionali, sponsorizzazioni di eventi sportivi: ultima incongruenza che sa di beffa, la sponsorizzazione degli Internazionali di Tennis con il marchio “Carnifast”.

La Sigma-Tau, insomma, non sembrerebbe assolutamente in crisi e tutto quanto sta facendo sembrerebbe una messinscena per arrivare a realizzare altri progetti, magari di vendita o di delocalizzazione, a danno non solo di chi ha semplicemente lavorato e contribuito a creare questa ricchezza, ma anche dello Stato.

Il ministero ieri ha firmato la cassa integrazione straordinaria, a zero ore, per 12 mesi: cassa integrazione risibile sotto il profilo della modalità, esecrabile per i presupposti che mancano. La cassa integrazione è lo strumento adottato dallo Stato per tutelare i lavoratori di aziende in crisi, crisi che, evidentemente, non attiene alla realtà della Sigma-Tau, e che è già stata smentita dai verbali della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, nonché dai bilanci pubblicati sul sito dell’azienda.

I lavoratori si chiedono perché un’azienda che ha inoppugnabilmente i conti a posto finge una crisi? Per “snellire” i propri organici ed aumentare i profitti? Sembrerebbe l’unica spiegazione plausibile. E allora come mai ottiene anche il placet dei sindacati e delle istituzioni? Come mai le sigle sindacali, pur non riuscendo a tutelare gli interessi di tutti i lavoratori, dimenticano che questi per anni li hanno foraggiati pagando regolarmente le tessere sindacali?

Al danno si aggiunge la beffa: gli aderenti che hanno deciso di restituire la tessera, saranno comunque sottoposti a regolare trattenuta per tutta la durata della CIGS. Oggi la Sigma-Tau si incontrerà di nuovo con la RSU in Unindustria per gli accordi finali; ai lavoratori, per loro stessa ammissione, non rimane che ricorrere alla Magistratura.

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