Cambio al vertice di Aams: Ferrara verso l’addio

Raffaele_FerraraIl direttore generale sarebbe destinato a un’authority pubblica. Al suo posto tre candidati in corsa

 

ROMA – Già a settembre dello scorso anno lo aveva dato in uscita dai Monopoli di Stato. Secondo infatti indiscrezioni, Ferrara, era vicinissimo alla nomina a direttore generale dell’Agenzia del Demanio. Ma poi l’operazione sfumò. Secondo quanto si apprese, era stato lo stesso Ferrara ad aver fatto presente di gradire lo spostamento verso un’agenzia fiscale. Oggi i rumors si riaccendono, stavolta però il direttore generale di Aams sarebbe in procinto di lasciare per un’authority pubblica (si parla di quella dei Trasporti) sempre nell’ambito del ministero dell’Economia.

È quindi ormai chiaro che le ambizioni di Ferrara sono sempre state altre, pur essendosi impegnato in questi anni a favorire la trasformazione dei Monopoli in agenzia, procedura non è ancora pienamente perfezionata.

Alle spalle infatti Ferrara vanta un curriculum prestigioso, che lo vede prima dirigente delle Ferrovie dello Stato, poi direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, presidente di Riscossione, poi Equitalia, holding di Stato nella riscossione erariale ed extraerariale. Attualmente il direttore generale è anche presidente della Consip (la centrale acquisti del ministero dell’economia) e consigliere di amministrazione di Sogei (la società che gestisce l’anagrafe tributaria) e Fintecna (la finanziaria del Tesoro che controlla Fincantieri e alcuni asset immobiliari).

All’imminente uscita dal vertice dei Monopoli, rilanciata ieri da Agipronews, è cominciata la corsa ai papabili successori. Alla poltrona (assai calda) di direttore generale di piazza Mastai correrebbero in tre. Il primo è quello di Luigi Fiorentino, capo di gabinetto del ministro dell’istruzione Francesco Profumo. Fiorentino gode di un appoggio importante nell’attuale esecutivo che dovrà metter mano allo spoil system in questione: in precedenza è stato infatti capo di gabinetto dell’attuale sottosegretario, Antonio Catricalà negli anni in cui era all’Antitrust.

L’altro candidato in corsa è Luigi Magistro, tenente colonnello della Guardia di finanza, attuale direttore centrale dell’accertamento dell’Agenzia delle entrate guidata da Attilio Befera con cui però i rapporti sembrano essersi fatti un po’ tesi. Il suo trasferimento ai Monopoli potrebbe quindi contribuire ad alleggerire una tensione che si è andata accumulando all’Agenzia.

Ultimo nome, ma con poche chance vista l’età (quasi 70), è quello di Manlio Strano, segretario generale di palazzo Chigi.

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