Enac, luci e ombre sugli scali italiani

Enac_sliderL’analisi della Corte dei Conti solleva perplessità e critiche sulla gestione organizzativa e finanziaria dell’Ente

 

ROMA – La relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) per gli esercizi dal 2008 al 2010 ha rilevato che nel triennio di riferimento l’Ente “ha assolto al proprio ruolo in maniera adeguata ed efficiente”. Particolare rilievo va dato allo sviluppo di procedure e tecnologie avanzate, nonchè all’azione realizzata sul piano dell’informazione all’utenza, agli operatori aereoportuali e, più in generale, alla collettività.

Viceversa un riferimento critico deve essere fatto per quanto riguarda l’organizzazione dell’Ente. In primis sulla composizione ridotta del Cda dal giugno del 2011, quando Franco Ponzato, ex consulente dell’allora ministro dei Trasporti, Pierluigi Bersani si è dimesso per effetto dell’inchiesta della Procura di Roma sul bando di gara dell’Enac. L’organi di amministrazione dell’Ente ha quindi operato dal 28 giugno del 2011 all’aprile del 2012 con tre soli membri: è in corso di perfezionamento il decreto per la nuova nomina già inoltrato da parte del ministro delle Infrastrutture.

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Il perdurare di tale situazione – sottolineano i giudici della Corte – che nel breve periodo non ha avuto un particolare impatto negativo sulla funzionalità del Cda, avrebbe invece posto alla lunga problemi sia di legittimità, sia di operatività. Ciò si è infatti riflesso sulla mancata ricostituzione delle Commissioni consiliari, seppur statutariamente previste. Così come non risulta più attivato dal 2001 il Comitato consultivo degli operatori e utenti del settore che pure dovrebbe esprimere pareri, seppur non vincolanti, su importanti questioni come la pianificazione e la concertazione dello sviluppo del sistema aeroportuale; la verifica della compatibilità economica e la definizione dei livelli di qualità dei servizi resi agli utenti dagli operatori del settore.

Deve poi rimarcarsi il mancato rispetto dell’onere semestrale di relazionare il Cda sull’attività svolta e comunque l’estrema stringatezza delle due sole relazioni prodotte nel biennio 2008-2009 e nel primo semestre del 2010. Per altro verso, con riferimento alla formazione del nuovo OIV, la Corte rileva perplessità relativamente ai criteri di scelta dei componenti, essendo state valutate e ritenute determinanti attività che non sembrano adeguatamente rientrare nei parametri richiesti dalla legge. Così come non può non rilevarsi come alcuni dei soggetti che ora lo compongono abbiano già svolto da oltre un decennio la funzione di componenti del Servizio di controllo interno e come la nuova designazione abbia protratto la “collaborazione” di tali soggetti con l’Enac quanto meno per altri tre anni.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria, gli esercizi in esame – secondo la Corte – espongono un andamento altalenante: mentre il 2008 chiude con risultato positivo di oltre 25 milioni di euro rispetto al 2007, gli esercizi 2009 e 2010, condizionati soprattutto dalle partite in conto capitale, registrano un disavanzo finanziario di competenza (rispettivamente 7,3 e  13,2 milioni di euro). Come nel passato, anche l’andamento delle gestioni in esame risulta condizionato dai trasferimenti statali sia di parte corrente (rappresentando infatti il 36,7% sul totale delle entrate correnti nel 2010, il 34,5% nel 2009 e il 39,9% nel 2008) sia in conto capitale (rappresentando infatti il 99,5% sul totale delle entrate in c/capitale nel 2010, il 99,97% nel 2009 e l’87,8% nel 2008).

Per quanto riguarda gli oneri per il personale il sensibile aumento registrato nell’esercizio 2010 (€ 86.236.722, in aumento del 16% rispetto all’anno precedente)  è dovuto all’erogazione degli arretrati per il rinnovo dei CCNL quadriennio 2006-2009 e del relativo costo a regime. La forte variazione registrata tra l’esercizio 2008 (€ 77.329.979) e 2007 (€ 93.641.339) è dovuta anche al fatto che in quest’ultimo esercizio l’Ente ha sostenuto una erogazione di € 11.663.859 per arretrati contrattuali riferiti alla quota fissa della retribuzione del personale relativamente al periodo 2002/06. Complessivamente gli oneri per il personale in servizio, escluso il TFR rappresentano il 55,3% delle spese correnti nel 2008, il 59,7% nel 2009 ed il 61,4% nel 2010.

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Relativamente alla spesa per le auto di servizio si rileva come il limite stabilito non venga rispettato nei tre esercizi in esame. Solo parte dell’importo, a quanto risulta, è destinato all’esercizio e alla manutenzione automezzi riferiti alla direzione generale, la parte rimanente si riferisce invece a mezzi operanti sugli aeroporti con caratteristiche che ne connotano la destinazione. Sul punto questa Corte dei conti, condividendo le considerazioni del Collegio dei Revisori e del ministero dell’Economia e Finanze, ribadisce la necessità di attenersi, per il futuro, all’obiettivo di contenimento di detta tipologia di spesa previsto dalle disposizioni vigenti. A questo riguardo tuttavia l’Enac replica alla Corte precisando che, a suo tempo, “ha prontamente accolto l’invito, provvedendo a limitare a una sola le auto di rappresentanza e a ridurre il numero dei veicoli sul territorio. Si fa presente inoltre che parte dei mezzi utilizzati dall’Enac nelle proprie Direzioni Aeroportuali, sono adibiti a finalità di prevenzione e sicurezza, come, ad esempio, un mezzo antincendio operante nell’Aeroporto di Roma Urbe e due ambulanze presenti negli scali di Lampedusa e Pantelleria”.

Dal punto di vista economico – prosegue la relazione della Corte dei conti – le gestioni in esame registrano degli avanzi dai valori altalenanti: più 16,1 nel 2008, 33.2 milioni nel 2009 e 16,4 nel 2010. Tali risultati sono connessi all’andamento dei costi della produzione (in particolare delle voci relative ai servizi, al personale e agli oneri diversi di gestione) e dei proventi straordinari (per gli esercizi 2009 e 2010 sono in relazione con la cancellazione dei residui passivi).

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