14:04 | Vaticano, fermata persona in possesso di documenti riservati

“L’attività di indagine avviata dalla Gendarmeria, secondo istruzioni ricevute dalla Commissione cardinalizia e sotto la direzione del Promotore di Giustizia, ha permesso di individuare una persona in possesso illecito di documenti riservati”. Lo dichiara il portavoce vaticano, Federico Lombardi, in evidente riferimento a ‘Vatileaks’ e al libro di Gianluigi Nuzzi ‘Sua Santità’. “Questa persona – ha aggiunto il gesuita – si trova ora a disposizione della magistratura vaticana per ulteriori approfondimenti”.

Benedetto XVI aveva incaricato a fine aprile i cardinali Julian Herranz, presidente emerito della Pontificia Commissione per i testi legislativi, Jozeph Tomko, prefetto emerito della Congregazione dell’Evangelizzazione dei popoli, e Salvatore de Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo, di far luce sulle ripetute fughe di documenti riservati dagli archivi del Papa. Il promotore di giustizia della Città del Vaticano, competente sul territorio, è il professor Nicola Picardi.

“Il male e il peccato sono realtà molto concrete per tutti gli uomini, credenti o non credenti, laici o ecclesiastici, e non per niente il Papa ha indetto un anno della fede e continua a ricordarci che siamo in uno stato di conversione”. Così il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha risposto in una conferenza stampa conclusiva dell’assemblea episcopale di primavera alle domande dei giornalisti sui problemi che attraversa il Vaticano, tra fughe di notizie (Vatilekas) e dimissioni del presidente dello Ior. “Bisogna però che stiamo tutti attenti a non enfatizzare e costruire le cose, vedendo quello che a volte c’è e a volte non c’è. Questa è responsabilità di tutti”.

“Ciascuno può rispondere di quello che dice, se c’è bisogno di qualcosa da chiedere di ulteriore bisognerà farlo o con l’uno o con l’altro”. E’ quanto ha detto questa mattina il Cardinale Angelo Bagnasco in merito alle lettere riservate pubblicate nei giorni scorsi e indirizzate alla Santa Sede, nelle quali l’ex direttore di Avvenire Dino Boffo, accusava il direttore dell’Osservatore romano Giovanni Maria Vian, di essere all’origine delle notizie che hanno gettato discredito sulla sua persona.

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