10:14 | Atac, blitz lavoratori a metro Subaugusta: sigillate obliteratrici

“Nella giornata in cui i cittadini romani vedono innalzato il prezzo del biglietto delle linee Atac (senza che a ciò corrisponda un proporzionale innalzamento dell’efficienza del servizio), prendono corpo le prime pratiche di riappropriazione diretta di salario, diritto alla mobilità e di una più generale protesta contro il carovita.

Riuniti sotto la sigla ACAB (Attivi Contro l’Aumento del Biglietto), disoccupati, lavoratori precari e intermittenti, studenti e cittadini stanchi dei tagli ai propri salari, hanno manifestato il proprio dissenso a questo ingiustificato aumento con una simbolica ma incisiva azione messa in atto alla fermata della Metro A Subaugusta, tra i principali snodi della rete urbana dei trasporti romani.

Oltre 30 persone hanno sabotato le macchinette obliteratrici che garantivano l’acceso alla metro, tra il crescente favore della gente che, alle ore 6.45, stava recandosi ai treni”. Lo rende noto il collettivo Acab: “Le obliteratrici sono state sigillate e siliconate, sono stati attaccati ovunque adesivi contro il carovita e con lo slogan ‘Atac gratis’ ed infine, onde evitare un disservizio all’utenza, sono state aperte le uscite di emergenza per far affluire la grande ondata di gente che, già alle prime ore del mattino, stava riversandosi sulle banchine.

Nel volantino diffuso durante l’iniziativa si specifica che l’azione (la prima di una serie che seguirà nelle prossime giornate) dimostra l’indisponibilità della cittadinanza a ripianare i bilanci in rosso della giunta Alemanno con un aumento dei costi di servizi che dovrebbero essere un diritto libero di ogni cittadino; ‘occorre riaffermare, anche attraverso la mobilitazione e l’azione diretta di sabotaggio delle macchinette obliteratrici, un principio fondamentale: il trasporto pubblico è un servizio sociale e non una merce qualsiasi’, motivo per cui ‘ Atac, Cotral e le altre aziende di trasporto pubblico non possono essere considerate alla stregua di imprese volte alla mera produzione di profitto o al pareggio di bilancio, pena il taglio al personale, l’aumento dei prezzi dei servizi e lo smantellamento dell’ impianto pubblico di garanzia del servizio'”.

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