16:48 | Sanità: sindacati dichiarano stato di agitazione. Servizio sanitario al collasso

Si fa sempre più incandescente il clima nella sanità italiana. E i medici sono in ‘ebollizione’. L’Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica dichiara lo stato di agitazione.

“Il Consiglio nazionale Anaao Assomed, in assenza di risposte da parte di Governo, Parlamento e Regioni alla grave crisi che investe la sanità pubblica, dichiara lo stato di agitazione della categoria dando mandato alla Segreteria nazionale di concordare con le altre organizzazioni sindacali iniziative unitarie che entro l’estate rendano visibile la protesta e il disagio dei professionisti del Ssn di fronte al collasso annunciato del servizio sanitario pubblico e nazionale”.

Secondo il sindacato, la sanità italiana, “colpita dai tagli al finanziamento nel triennio 2012-2015 pari a 17 mld di euro, minacciata da una spending review che rischia di essere una variante dei tagli lineari, terreno di un inedito conflitto istituzionale tra Governo e Regioni, stenta sempre più a garantire i Lea in aree crescenti del Paese.

Nel frattempo peggiorano le condizioni di lavoro dei medici e dirigenti sanitari, grazie anche all’abuso persistente di contratti atipici e al prolungato blocco del turn-over, e incombe la minaccia alla libera professione intramoenia che, soggetta a pregiudizi e a scelte politiche demagogiche, è ancora lontana da una soddisfacente e tempestiva soluzione legislativa che garantisca insieme il diritto dei medici e dirigenti sanitari al suo corretto esercizio e quello del cittadino alla libera scelta del professionista.

L’Anaao Assomed non è convinta dalla linea intrapresa dal governo. “Da una parte – riferisce in una nota il sindacato – si approfondisce la crisi del modello aziendale attraverso il controllo del fattore produttivo personale e fantasiose elaborazioni di nuovi standard per la costituzione delle Unità operative semplici e complesse che, mascherati da ennesima manovra di razionalizzazione, intendono limitare lo sviluppo della carriera professionale e rendere più fragile e insicura l’organizzazione del sistema. Dall’altra si animano tavoli tecnici che mirano, attraverso l’erosione dei tradizionali ambiti professionali di medici e dirigenti sanitari, all’incremento delle competenze delle professioni infermieristiche e tecniche, in una logica antagonistica e contrattualistica”.

I camici bianchi promettono battaglia. “I medici e dirigenti sanitari – sottolinea l’organizzazione sindacale – non intendono rassegnarsi al declino di un valore fondamentale quale la tutela della salute, alla progressiva caduta di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario pubblico, particolarmente accentuata nelle Regioni sottoposte a piano di rientro, né assistere da puri spettatori alla progressiva mortificazione della professione”.

Potrebbero interessarti anche