Borse depresse, si teme il contagio greco

Indice_borsa_sliderIndici in negativo, spread instabile e nuovi dati macroeconomici negativi da parte dell’Ocse

ROMA – Borse in affanno, spread instabile e nuovi dati macroeconomici negativi. La giornata per Piazza Affari e per i principali mercati europei si era aperta in rialzo, ma già a metà giornata l’indice Ftse Mib aveva virato in negativo (poco prima delle 14 perdeva lo 0,1%). Colpa della situazione economica e politica della Grecia che continua a far paura. Gli effetti si sono sentiti anche sul differenziale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi che è risalito ai livelli di ieri a 419 punti, dopo essere calato sotto la soglia dei 400 punti a 397, ai minimi da metà maggio. Il rendimento è al 5,72%.

Cattive notizie per il Paese arrivano dalla Francia. Il Pil dell’Italia cala dello 0,8% nel primo trimestre del 2012, la terza contrazione trimestrale consecutiva. Lo rivela l’Ocse. L’organizzazione parigina aggiunge che nell’area Ocse, secondo le stime provvisorie, il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,4%, dallo 0,3% del trimestre precedente. Nel Vecchio continente si continua intanto a discutere sulla via migliore da intraprendere per uscire dalla crisi.

Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, è intervenuto sulla questione degli eurobond: “E’ un’illusione – ha sentenziato – pensare che possano risolvere l’attuale situazione”. Weidmann si è detto anche irritato da questo dibattito perché “non puoi pensare di dare a qualcuno la tua carta di credito senza avere voce in capitolo sul controllo della spesa”. Critiche anche sui prestiti della Bce alle banche: “Sono come la morfina, addolciscono la pena ma non curano la malattia”.

Altri dati sullo stato dell’economia italiana li ha diffusi l’Istat. Le vendite al dettaglio a marzo sono scese dello 0,2% congiunturale e sono salite dell’1,7% rispetto a un anno fa, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra un incremento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,4% rispetto ad aprile 2011. La notizia più preoccupante riguarda infine i contratti. Ad aprile quelli in attesa di rinnovo sono 34 – di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione – relativi a circa 3,9 milioni di dipendenti (circa tre milioni nel pubblico impiego).

Secondo l’Istituto l’attesa del rinnovo per i lavoratori con un contratto scaduto è in media di 29,1 mesi per l’insieme degli occupati, in deciso aumento rispetto ad aprile 2011 (16,1 mesi).

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