Botta e risposta Alemanno-Corte dei conti

alemanno-triste-sliderAlla relazione della Corte dei Conti sui bilanci del Comune e sui problemi di liquidità replica il sindaco

 

ROMA – Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha scritto al presidente del Consiglio, Mario Monti, al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e al commissario straordinario per il rientro del debito, Massimo Varazzani, in merito alla relazione della Corte dei Conti sui bilanci del Comune e sui problemi di liquidità. Com’è noto, la Corte ha evidenziato in particolare che, alla data del 31 dicembre 2010, Roma Capitale vantava crediti per un importo di oltre 3,3 miliardi, di cui 2,6 nei confronti della gestione commissariale e 753 milioni nei confronti della Regione Lazio.

In relazione a tali considerazioni, Alemanno ha scritto alla governatrice Polverini chiedendo un improcrastinabile impegno della Regione finalizzato a garantire i pagamenti delle quote di competenza annuali, unitamente alla sottoscrizione di un piano di rientro. Dalla Regione si fa sapere che c’è disponibilità a versare i 271milioni di competenza che metterebbero al sicuro gli stipendi dei dipendenti comunali. Sui servizi, invece, pare che ci sia bisogno di più tempo e di maggiori risorse.

Un’analoga iniziativa è stata presa nei confronti del commissario straordinario per invitarlo a ricercare tutte le possibili iniziative volte ad accelerare il pagamento delle quote del debito residuo. Infine, di tutto questo, il sindaco ha informato il premier Monti, anche nella sua qualità di ministro dell’Economia, richiedendo un intervento diretto ed immediato: “Nello spirito di leale collaborazione degli Enti richiamato dalla stessa Corte dei Conti – ha spiegato il sindaco – è necessario che tutte le amministrazioni debitrici nei nostri confronti, primariamente il Governo, operino in maniera da garantire la liquidità necessaria per assicurare i servizi e gli investimenti di Roma Capitale”. A questo si aggiunge la non soddisfacente capacità di riscossione degli arretrati per contravvenzioni al codice della strada, sul quale lo stesso Alemanno dichiara che “oggi la situazione non è soddisfacente”.

Rilievi_Corte_Conti_su_Comune_Roma

Ma i rilievi della Corte non si fermano qui. In particolare viene contestato l’utilizzo di entrate aventi carattere straordinario destinate al finanziamento di spese fisse e ripetitive. Su questo punto il Collegio, nel prendere atto dei chiarimenti forniti in contraddittorio dall’Amministrazione, “non può però ritenere superati i rilievi mossi in sede istruttoria, atteso che il finanziamento di spese fisse e non comprimibili con entrate di natura straordinaria profila rischi sostanziali per i futuri equilibri di bilancio.

Secondo un ormai consolidato orientamento giurisprudenziale – prosegue la Corte – il carattere di eccezionalità e, comunque, di non ripetitività delle entrate non fornisce garanzie che le stesse si verifichino in egual misura negli esercizi successivi; così che, se da un lato ne può essere consentito l’utilizzo “una tantum” nell’ambito del singolo esercizio, dall’altro costituisce corretta ipotesi di sana gestione finanziaria la regola secondo cui esse andrebbero prevalentemente destinate alla copertura di spese comprimibili in relazione all’effettivo andamento dei flussi di entrata in questione, nel caso di specie derivanti da sanzioni amministrative per violazioni al “Nuovo codice della strada” per 262,9 milioni di euro.

“La Sezione richiama pertanto, l’attenzione dell’Assemblea Capitolina sulla circostanza che l’utilizzo di tali fondi, avvenuto con costanza negli anni (unitamente all’anticipazione di tesoreria), seppur nei limiti previsti dalla richiamata disposizione, denota difficoltà nella gestione della liquidità, cui occorre porre rimedio in tempi ravvicinati per non compromettere una ordinata e corretta gestione finanziaria”.

L’altro rilievo sostanziale mosso al bilancio di Roma Capitale riguarda il riconoscimento di debiti fuori bilancio di parte corrente. In ordine a questo problema, la Sezione, nel prendere atto delle informazioni esaustive prodotte dall’Amministrazione, che ha sottolineato come tali debiti, in rapporto agli impegni di parte corrente, costituiscano, nel 2010, lo 0,3% e, nel 2011, lo 0,1% di questi ultimi, ritiene di poter considerare superata la criticità evidenziata dal magistrato istruttore, anche per la considerazione che le risorse finanziarie reperite sono state destinate a copertura di spese per funzioni di assistenza socio-sanitarie.

Al riguardo, peraltro, non può non rilevarsi la sussistenza – anche in tale settore – di ritardi di altri livelli di governo (Regione Lazio) nell’erogazione della propria quota di contributi a sostegno della gestione della politica pubblica richiamata. In tale prospettiva la Sezione ritiene che debba essere valutato positivamente il processo decisionale avviato di volere assicurare la dovuta “copertura amministrativa” alla funzione di controllo degli uffici della Ragioneria Generale (ricorso a procedure di mobilità o a procedure concorsuali per la copertura di figure dirigenziali; rafforzamento con risorse professionali sottoposti a procedure selettive); struttura che è tenuta a svolgere il ruolo di garante della correttezza e della trasparenza dei conti.

Il rapporto della Corte dei conti si sofferma infine su altri quattro punti per i quali richiama l’attenzione dell’amministrazione alla scrupolosa osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari: la gestione dei residui attivi; il rispetto delle disposizioni in materia di indebitamento; il sistema di “corporate governance” degli organismi partecipati; la spesa per il personale e l’adeguamento al principio del contenimento tendenziale della stessa.

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