Salini ad un’incollatura da Gavio per la conquista di Impregilo

SALINISLIDERI due contendenti al 30% del gruppo milanese per ciascuno. Sarà determinante il ruolo dei piccoli azionisti

 

ROMA – Si è conclusa stamattina a Milano l’assemblea dei soci dell’Impregilo. Era presente il 74,59% del capitale. Si trovavano di fronte i due principali contendenti, Salini e Gavio, che, come in un gran premio, si superano, si tallonano, si spingono per aggiudicarsi la proprietà del più grande gruppo italiano delle costruzioni.

L’impresa romana si è presentata in assemblea forte di un pacchetto di azioni del 29,234%, rispetto alla precedente quota del 29,185%. La famiglia Gavio, tramite Igli, detiene il 29,959%. Quote minori, pressoché invariate, appartengono ai fondi di investimento anglosassoni Amber (5,096%) e McKinley (appena sotto la soglia del 2%).

Impregilo_azionisti

All’ordine del giorno c’era, tra gli altri punti, la modifica dello Statuto per dare maggior peso alle minoranze nel Cda, alla sua naturale scadenza della prossima primavera. Per essere approvata tuttavia la modifica aveva bisogno dei due terzi dei voti favorevoli, mentre solo 60% ha approvato la modifica, che non è quindi passata.

I soci hanno quindi approvato a maggioranza la nomina di tre amministratori a seguito delle dimissioni di consiglieri della società. I nominati sono Barbara Poggiali, Alfredo Scotti e Nigel Cooper. Su quest’ultimo nome si è registrata l’astensione del fondo americano Amber, secondo cui “c’è un problema” su Cooper, membro del Cda di Parmalat, “che è consigliere in una società quotata in cui abbiamo una partecipazione e che ha fatto un’operazione su cui molti osservatori, compresa la Consob, hanno espresso perplessità”.

Ora si attende il round decisivo previsto per il prossimo 12 luglio, quando l’assemblea degli azionisti sarà chiamata a votare sulla revoca dell’attuale Cda del general contractor. Se si avesse riguardo alla votazione di oggi, la partita per Salini si farebbe dura: per i nuovi consiglieri infatti ha votato quasi il 58% degli azionisti, lasciando il gruppo romano a poco più del 42%.

Ma le sorprese in questa disfida di sicuro non mancheranno. Tra i due litiganti, in ultima analisi, a decidere saranno probabilmente i piccoli azionisti che, insieme ai fondi di investimento, detengono qualcosa come il 40% del capitale di Impregilo.

Secondo alcuni osservatori, il mercato notoriamente è più interessato alla creazione immediata di valore che non a programmi di investimento industriale a medio lungo termine. Se così fosse, Gavio, che ha fatto trapelare l’ipotesi di una cedola straordinaria da distribuire ai soci, potrebbe essere favorito. Ma non è detto che le sinergie e le prospettive di sviluppo contenute nel progetto di Salini alla fine non prevalgano sul “mordi e fuggi” dei fondi.

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