La triste parabola di Massimo Ponzellini

Massimo_Ponzellini Accusato di associazione a delinquere e corruzione per un prestito di 148 milioni al gruppo di Francesco Corallo

 

ROMA – Solo due giorni fa, in veste di presidente della società Impregilo, aveva stigmatizzato le dichiarazioni del socio Pietro Salini, accusato di nuocere al buon nome del management dell’impresa di costruzioni e di gettare discredito sulla sua immagine.

Da che pulpito veniva la predica! Stamattina lo stesso Massimo Ponzellini, sotto le spoglie di ex presidente della Banca Popolare di Milano, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere e corruzione, nell’ambito dell’inchiesta milanese su un finanziamento sospetto da 148 milioni di euro alla società Atlantis di Francesco Corallo. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano stanno eseguendo ordinanze di custodia cautelare anche nei confronti di Francesco Corallo e del collaboratore di Ponzellini, Antonio Cannalire.

La vicenda, di cui si stanno occupando i pm milanesi, presenta risvolti davvero inquietanti, a cominciare dal beneficiario del generoso finanziamento Bpm, quel Francesco Corallo, boss dei videopoker e delle slot machine con la sua società Atlantis, figlio di Gaetano, pregiudicato per criminalità organizzata.

Nell’ambito dell’inchiesta cominciata diversi mesi fa, si ricorda la perquisizione dell’ufficio romano del Corallo che, spalleggiato da uno stuolo di famosi avvocati, cercò di opporsi sostenendo di essere protetto dall’immunità diplomatica in qualità di ambasciatore presso la Fao del Commonwealth of Dominica, una piccola isola dei Caraibi. Non ci volle molto per accertare l’infondatezza del titolo.

A toglierlo dai guai quella volta ci provò anche il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta che, precipitatosi nello studio di Corallo durante la perquisizione, si portò via un pc portatile che Corallo sino a quel momento aveva difeso con le unghie e con i denti, sostenendo che era di sua proprietà. Gli inquirenti chiesero il sequestro del computer alla Camera dei Deputati che deve ancora decidere in via definitiva.

Ma Ponzellini non è l’unico benefattore di Francesco Corallo. La “cricca” comprenderebbe anche i livelli più alti della politica e della finanza. Proprio alla società di Corallo infatti fa riferimento la vicenda della legge ‘ad hoc’. A presentare infatti Corallo a Ponzellini, secondo la procura milanese, è stato il deputato del Pdl Marco Milanese, all’epoca dei fatti sottosegretario all’Economia e braccio destro di Tremonti. Milanese era relatore del disegno di legge che poco dopo il terremoto in Abruzzo autorizzò l’utilizzo nei locali pubblici di macchine per videopoker digitali di ultima generazione. Secondo i pm il testo della norma venne scritto direttamente nello studio Mag, una struttura privata specializzata nelle norme sui monopoli e sulle scommesse, che lavorava per l’Atlantis di Corallo. Per questa vicenda Marco Milanese è indagato per corruzione.

Sembrerebbe dunque che con questa brutta storia si concluda la brillante carriera di Massimo Ponzellini iniziata alla fine degli anni 70 con il suo grande amico Romano Prodi prima al ministero dell’Industria poi all’Iri. Nel successivo esilio (dorato) a Lussemburgo, dove diventa vice presidente della Bei, ha modo di stabilire nuove relazioni (di cui è abilissimo tessitore) con la nomenclatura berlusconiana che avanza.

Sono la Lega e Tremonti i nuovi sponsor che riportano Ponzellini nell’establishment nazionale prima come amministratore delegato della Patrimonio Spa e poi del Poligrafico. E la parabola continua a salire: nel 2007 diventa presidente di Impregilo, big player dei grandi lavori in Italia, e infine nel 2009 il gran salto alla testa della Popolare di Milano.

Ma lì cominciano anche i suoi guai. La serie si apre con il famoso prestito “convertendo” Bpm, che porterà alla banca perdite fino al 70 per cento del valore (tanto che la Procura di Milano ha aperto un’indagine e ora l’istituto sta faticosamente cercando di conciliare con gli obbligazionisti), fino al finanziamento anomalo al gruppo Carollo, che gli ha aperto stamattina le porte della detenzione.

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