Gdf, si dimette il colonnello Umberto Rapetto

Rapetto_UmbertoIl più affermato investigatore informatico del Gat lascia le Fiamme Gialle. La replica del viceministro Grilli


ROMA – Umberto Rapetto, colonnello comandante del Gat Nucleo Speciale Frodi Telematiche, il più affermato investigatore informatico a livello europeo noto anche come “lo sceriffo del Web”, lascia la Guardia di Finanza. Le dimissioni sono arrivate dopo la sua rimozione dall’incarico finora rivestito. L’ufficiale sarebbe stato destinato a frequentare un corso al Centro Alti Studi Difesa, dove peraltro lo stesso tiene lezioni e conferenze da oltre dieci anni.

La rimozione giunge a ridosso della condanna dei Monopoli di Stato e delle società concessionarie delle slot machine al pagamento di oltre 2 miliardi e mezzo di euro, sanzione derivata dall’indagine svolta proprio da Rapetto su delega della Corte dei Conti.

Sulla vicenda ha risposto oggi il viceministro per l’Economia Vittorio Grilli. “Il trasferimento del colonnello Umberto Rapetto da capo del Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza è stata una necessaria disposizione che si è dovuta assumere nei riguardi di un ufficiale, il quale eccezionalmente aveva già da tempo potuto godere di ampi margini di permanenza di un incarico e di una stessa sede di servizio”. Così il viceministro al question time sul “caso Rapetto”.

In particolare Rapetto “aveva maturato oltre 10 anni di permanenza nello stesso incarico”, periodo “eccezionale e singolare” rispetto alle carriere di altri ufficiali del Corpo. Inoltre il colonnello Rapetto, nei suoi 30 anni di carriera, ha continuato Grilli, “ha prestato servizio in soli tre sedi: Portofferaio, Trieste e Roma a fronte di una media di 7 sedi per gli altri ufficiali con la sua stessa anzianità”.

Sulla vicenda ci sono già state diverse interrogazioni parlamentari da parte di Idv, Pd, Udc e Pdl. Come quella di aprile scorso, dove il senatore Elio Lannutti (Idv) elencava i risultati ottenuti dal Nucleo Speciale, diretto appunto dal colonnello Rapetto.

Nel corso degli anni tra i più importanti traguardi raggiunti venivano ricordate: l’Operazione “Macchianera”, su delega della Procura della Repubblica di Castrovillari, che ha portato già nel 2005 alla scoperta di centinaia di false posizioni previdenziali create attraverso l’uso fraudolento del sistema informatico dell’Inps; l’Operazione “Stamina RX”, che ha coinvolto 10 Procure della Repubblica sull’intero territorio e ha sgominato un’organizzazione che commercializzava via Internet farmaci pericolosi per la salute; l’Operazione “Pentathlon”, su delega della Procura di Napoli, che ha portato all’arresto del primo “ladro seriale” di identità, reo di aver rubato ed utilizzato illegalmente i dati di migliaia di avvocati; l’Operazione “Carta da pacchi”, su delega della Procura di Roma, che ha smascherato una banda che offriva l’opportunità di pagare bollette e cartelle esattoriali con sconti significativi; l’Operazione “SIM è Napule”, su delega della Procura partenopea, che ha consentito di individuare le dinamiche di attivazione di decine di migliaia di Sim telefoniche a nome di soggetti inesistenti o inconsapevoli.

E ancora, l’indagine (tutt’ora in corso per conto della Procura della Repubblica di Roma) sulle procedure informatiche utilizzate dal Comune di Roma per il trattamento delle pratiche di condono edilizio, accertando gravissime irregolarità da parte dell’Ente pubblico e delle società incaricate in outsourcing con enorme pregiudizio erariale. Fino all’ultima indagine svolta su delega della Procura della Corte dei conti del Lazio e durata circa 3 anni, che ha portato all’individuazione di incredibili irregolarità nel contesto del cosiddetto “gioco legale” delle slot-machine installate negli esercizi pubblici di tutta Italia, dall’originario addebito di diverse decine di miliardi di euro di penali contrattuali non applicate dai Monopoli di Stato; alla revisione normativa e ad altri interventi irrituali per la riduzione dell’importo dovuto dai responsabili (Monopoli e società concessionarie); alla condanna al pagamento di 2 miliardi e 500 milioni di euro, somma immediatamente messa a bilancio dello Stato.

A seguito dei numerosi risultati ottenuti, in special modo quelli verso i Monopoli di Stato, mai conseguiti prima dalla Guardia di Finanza, il Procuratore generale della Corte dei conti del Lazio pro tempore, dottor Ribaudo, aveva proposto l’ufficiale e i suoi collaboratori per un avanzamento di carriera per straordinari meriti di servizio. Il Comando generale della GdF non ha ritenuto di prendere in considerazione la lettera formale e non ha nemmeno istruito la pratica per l’esame della questione.

Come ultima chicca, il colonnello Rapetto, impegnato in tante delicatissime missioni ricevute dalle Procure della Repubblica di tutta Italia, è anche assegnatario dello spinoso compito di coordinare le attività tecniche di recupero ed analisi dei dati memorizzati nella scatola nera e nei computer di bordo della nave Costa “Concordia”.

Con incredibile coincidenza L’alto ufficiale, appena resa nota la sentenza della Corte dei conti che confermava l’efficacia delle sue indagini e condannava i responsabili del ciclopico danno erariale, è arrivata la rimozione del colonnello Rapetto dall’incarico di comandante del Nucleo speciale, destinandolo alla frequenza di un corso di formazione.

L’ufficiale, a seguito della comunicazione del trasferimento ad altro incarico, ha formalmente chiesto di conferire con il Comandante generale per esigenze di servizio e la sua istanza – nonostante quanto previsto dal regolamento di disciplina militare – è stata bloccata dalla gerarchia intermedia senza mai giungere all’organo di vertice che avrebbe potuto decidere se ricevere o meno il colonnello.

Diversi parlamentati si chiedono dunque se il trasferimento dell’ufficiale – allontanato dal comando senza alcuna consultazione, così come invece è avvenuto per altri ufficiali – sia semplicemente una ritorsione per il suo brillante risultato e per la sua mancata elasticità a fronte delle pressioni per evitare scandali che potessero coinvolgere altre amministrazioni sempre dipendenti dal Dicastero dell’economia e delle finanze;

Tra gli altri, l’on. Gramazio (Pdl) chiede al ministro Monti “se la mancata appartenenza a lobby o squadre di fedelissimi, possa pregiudicare fino a questo punto la carriera degli ufficiali migliori e se l’annunciato congedo del colonnello Rapetto, prima mortificato in avanzamento e adesso messo da parte, non costituisca un danno incredibile per il Paese e confermi il disinteresse a premiare chi si impegna e ottiene risultati sorprendenti e di rilevante importanza per la collettività”.

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