Taxi e aeroporti, in arrivo aumenti del 20%

taxi-autoAumento sulle tariffe fisse da e per gli aeroporti romani. Nessun obbligo per la ricevuta. Proteste dal centro-sinistra

 

ROMA – La commissione capitolina per la mobilità ha approvato ieri, martedì 29 maggio, una delibera che aumenta del 20% le tariffe fisse da e per gli aeroporti romani. Undici tariffe sono state variate e altri prezzi sono stati introdotti per altre destinazioni, come ad esempio il porto di Civitavecchia.

L’aumento del 20% sarebbe in effetti consistente se tradotto in cifre: dal centro storico a Fiumicino la tariffa sarà 48 euro invece che 40, mentre per Ciampino si arriva a 35 euro. Per Civitavecchia al centro storico e viceversa si pagheranno 120 euro, mentre 35 euro costerà spostarsi dal “Leonardo da Vinci” a Fregene o all’Axa, Casalpalocco e all’Infernetto. Per raggiungere Fiumicino dalla stazione ferroviaria Tiburtina occorreranno invece ben 55 euro, 48 da Termini e 45 da Ostiense.

Grande clamore ha suscitato l’esclusione della ricevuta dalla delibera: i tassisti romani non saranno obbligati a rilasciare una ricevuta ai loro clienti, dal momento non è stata introdotta la ricevuta automatica. L’uso del tassametro sarà così limitato per quei tragitti più utilizzati da turisti e uomini d’affari con possibili scenari grotteschi, come già accaduto in passato.

Il Pdl si è opposto alle critiche, e Roberto Cantiani, presidente della suddetta commissione, ha affermato che “Con questa delibera si completa il percorso sulle tariffe dei taxi con prezzi fissi che sono stati stabiliti su simulazioni fatte dall’Agenzia per la mobilità, in modo che siano comunque favorevoli per gli utenti. E’ una operazione a totale garanzia del cittadino, per contrastare truffe ai danni dei clienti”.

Di parere completamente opposto è invece Fabrizio Panecaldo del Pd, per il quale “Si tratta di un vero e proprio rebus per chi dovrà prendere il taxi, alla faccia della trasparenza e contro tutti quei tassisti onesti che dovranno continuare a subire le angherie dei furbacchioni che, con questo nuovo scenario, avranno buon gioco. Alle scellerate tariffe sulle corse con partenza dagli aeroporti verso la periferia della città, che potranno costare oltre 80 euro e danneggeranno gli utenti e gli stessi tassisti, che vedranno sottrarsi consistenti fette di mercato da chi potrà offrire un servizio a prezzi più bassi, ora si aggiunge il caos”.

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