Calcioscommesse, Doni patteggia due anni

Stefano_PalazziConcesso il patteggiamento di due anni a Cristiano Doni. L’Atalanta ha chiesto due punti di penalizzazione. Gli altri club

 

 

ROMA – La lunga e torrida estate del calcio italiano parte stamattina a Roma con il primo processo sportivo stagionale sullo scandalo delle scommesse illecite. Nelle aule dell’ex Ostello della Gioventù al Foro Italico, i giudici della Commissione disciplinare nazionale (primo grado della giustizia sportiva), presieduta da Sergio Artico, dovranno esaminare le posizioni di ben 61 tesserati  tra cui 52 calciatori in attività, e 22 club – la maggior parte di serie B – deferiti dal procuratore federale Stefano Palazzi.

Tra le prime ordinanze di Palazzi la squalifica di due anni per Cristiano Doni, come da lui stesso richiesto. La commissione disciplinare viste le istanze di rinvio, sospensione o stralcio e acquisizione di ulteriore documentazione del processo penale di Cremona proposte dai deferiti, ha deciso di accogliere inoltre, concordando con la procura federale, la richiesta degli arrestati Marco Turati, Paolo Acerbis, Alessandro Pellicori, Jose’ Joelson, Cristian Bertani, in quanto “i deferiti colpiti da misure cautelari non sono in grado di esercitare pienamente il loro diritto di difesa”.

La Commissione ha invece respinto, le istanze di rinvio, stralcio o sospensione presentate da Andrea Iaconi, Alberto Maria Fontana, Nicola Ventola, Rjiat Shala, Salvatore Mastronunzio, Mario Cassano, Marco Paoloni e Alessandro Zamperini. Quest’ultimo aveva chiesto la sospensione dal procedimento sportivo nei suoi confronti fintanto che non si fossero accertate le responsabilità in un altro procedimento, questa volta penale, dove lo stesso Zamperini siede sul banco degli imputati per le accuse a lui rivolte dal ‘pallore d’oro’ dell’onestà, Simone Farina.

Per quanto riguarda i club, sono state rigettate le istanze di stralcio presentate dai legali di Grosseto, Novara e Sampdoria, quindi dispone la prosecuzione del procedimento. L’Atalanta ha invece chiesto due punti di penalizzazione e venticinque mila euro di multa: la richiesta di patteggiamento avanzata dal club orobico sono stata accettate dalla Procura federale e ora al vaglio dei giudici della Commissione disciplinare.

Ieri intanto sono arrivate due notizie importanti per quanto riguarda la Lazio. C’era tanta attesa per la deposizione di Stefano Mauri dopo la sua reclusione. L’incontro è durato diverse ore e i suoi legali hanno parlato davanti alle telecamere ‘Sky’ per riassumere le parole del centrocampista della Lazio: “Stefano ha ricostruito con discreta puntualità le sue valutazioni in base all’ordinanza. Discreta perché le fonti prova non sono altro che contatti telefonici, non ci sono né messaggi né conversazioni. Ha chiarito che non ha nessun rapporto con altri a parte Zamperini e Aureli (gestore agenzia scommesse), nessun rapporto con zingari e altri.

Non c’è alcuna scheda telefonica inserita nel telefono di Mauri. Noi immaginiamo che Stefano verrà giudicato estraneo ai fatti, non dovrebbe essere in carcere in questo momento. Abbiamo già inoltrato la proposta di scarcerazione, venerdì avremo la risposta. Incontri e foto con gli zingari? Non c’è nessun collegamento, i giocatori famosi sono spesso avvicinati da sconosciuti per fare foto con loro. Zamperini? E’ amico da una vita con Mauri, ha sempre rapporti telefonici con lui. Stefano comunque sta bene e non vede l’ora di ritornare a casa”.

Sempre ieri è arrivata l’ufficializzazione di Vladimir Petkovic alla panchina biancoceleste. Il tecnico croato non era di certo il nome che i tifosi della Lazio si aspettavano. Di Matteo, Mazzarri, Zola, Gasperini e Montella, tra gli altri, sembravano quelli destinati a sedere sulla panchina biancoceleste. E invece alla fine arriva Petkovic.

Un allenatore pressoché sconosciuto, almeno nel calcio italiano. Da calciatore ha giocato in squadre minori, e da tecnico non ha mai fatto grandissime cose. Ma di lui parla bene in primis Senad Lulic, che lo conosce bene, e poi anche Savicevic, che contattato dai dirigenti laziali avrebbe dato il ‘nulla osta’ e la benedizione per prendere il tecnico.

Dicono di lui che sia solito studiare le partite nei minimi dettagli: per questo lo chiamano ‘il professore’. E’ spregiudicato, gli piace attaccare, giocare sulle fasce e servire gli attaccanti con dei cross: 4-3-3 o 3-4-3 sono i moduli che predilige. Con il Sion però ha giocato con un 4-3-1-2, uno dei moduli impiegati in questa stagione anche dalla Lazio, ma con un gioco più spettacolare. Di certo tutti si aspettavano di più dell’indesiderato Petkovic: magari un nome migliore, più conosciuto, che sapesse imporsi già solo in virtù delle sua esperienza all’interno dello spogliatoio. E invece Lotito e Tare hanno deciso per un tecnico con cui difficilmente si potrà puntare in alto, almeno all’inizio della sua avventura.

Secondo le ultime indiscrezioni, lo legherebbe alla Lazio un contratto biennale da 600 mila euro a stagione.

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