Il debutto di Ignazio Visco a via Nazionale

Visco_sliderL’uscita dalla crisi non è dietro l’angolo. La pressione fiscale è arrivata “a livelli non compatibili con lo sviluppo”

 

ROMA – Per essere la prima volta, sotto i riflettori e gli occhi del gotha industriale e finanziario italiano al completo, l’esaminando Ignazio Visco non è andato male. La sufficienza l’ha meritata tutta, anche se non ha risposto ad alcune domande e qualche “scivolata” non è riuscito ad evitarla, come quando ha affermato che “la critica alle banche di essere disattente alle esigenze dell’ economia non è corretta”, o quando riferendosi al “padre nobile” della Banca d’Italia, Mario Draghi, gli è scappato detto che “”anche nelle impegnative funzioni di Presidente del Financial Stability Board, la sua opera ha dato lustro al nostro Istituto, ne ha rafforzato la reputazione, in Italia e a livello internazionale”.

Ma sono peccatucci più che veniali, in un contesto di “Considerazioni finali” rigorose e attente ai fenomeni di una crisi difficile da affrontare ed ancor più difficile da interpretare. L’ampiezza dell’analisi ci costringe necessariamente ad una sintesi più che sommaria.

RIPRESA. La ripresa potrà affiorare verso la fine dell’anno, con probabilità tanto maggiore quanto più saranno efficaci gli interventi strutturali volti a migliorare l’utilizzo delle risorse pubbliche e private, quanto più chiara e decisa sarà la coesione mostrata dall’Unione europea.
TASSE. La pressione fiscale è arrivata a livelli ormai non compatibili con una crescita sostenuta e quindi il suo inasprimento non può che essere temporaneo.
CRISI. E’ di una gravità eccezionale e la via d’uscita non sarà breve.
SPREAD. A livelli alti sono una fonte di rischio per la stabilità finanziaria, ma anche un ostacolo alla crescita e pesano negativamente sul Pil per l’1% annuo.
EUROPA. Servono processi decisionali che favoriscano l’adozione di politiche lungimiranti, nell’interesse generale; risorse pubbliche comuni per la stabilità finanziaria e per la crescita; regole davvero condivise e azioni concordate e tempestive sul sistema finanziario e sulle banche.
BCE. Il suo contributo a sostenere i mercati e la liquidità resta essenziale; l’uscita dall’attuale assetto è oggi del tutto prematura.
TAGLI. Se accuratamente identificati e ispirati a criteri di equità i tagli non comprometteranno la crescita; potranno concorrere a stimolarla se saranno volti a rimuovere inefficienze dell’azione pubblica, semplificare i processi decisionali, contenere gli oneri amministrativi.
RIFORME. Attraverso incisivi interventi strutturali è possibile rianimare la capacità di crescita. Proseguire il percorso con energia accresciuta e visione ampia, dall’istruzione, alla giustizia, alla sanità.
EQUITA’. Tirarci fuori dallo stretto passaggio che attraversiamo impone costi a tutti. Sono costi sopportabili se ripartiti equamente e con una meta chiara. Il percorso non sarà breve.
BANCHE. La critica alle banche di essere disattente alle esigenze dell’economia non è corretta: sono esposte in misura rilevante nei confronti delle famiglie e delle imprese meritevoli di credito, anche se in difficoltà; possono continuare a sostenerle. Poi l’invito ad apportare tagli incisivi ai costi operativi e ridurre i compensi dei dirigenti e i componenti dei Cda.
FINANZIAMENTI BCE ALLE BANCHE. La liquidità immessa nel sistema con le due operazioni a tre anni ha superato, nel complesso dell’area, 1.000 miliardi, 500 al netto degli importi in scadenza. Hanno partecipato nel nostro paese 112 banche, cui è stata erogata liquidità per 225 miliardi lordi, 140 al netto dei rimborsi.
PRESTITI BANCARI. Negli ultimi dodici mesi i prestiti delle banche italiane al settore privato sono aumentati dell’1,3 per cento. Quelli alle imprese hanno rallentato dalla primavera del 2011 e si sono bruscamente contratti nello scorso dicembre, per oltre 20 miliardi. Nel primo trimestre di quest’anno hanno ristagnato, mentre sono cresciuti ad aprile.Complessivamente, nel marzo scorso, i prestiti a residenti italiani ammontavano a 1.950 miliardi, il 125% del Pil.

Potrebbero interessarti anche