A Trani Davide vince il primo round con Golia

StandardPoors-SLIDERLa Procura di Trani ha concluso l’indagine su Standard&Poor’s. Reato di manipolazione di mercato

 

ROMA – Davide contro il gigante Golia? Certamente sì, ma tanto di cappello al sostituto procuratore di Trani, Michele Ruggiero, che ha osato sfidare l’agenzia di rating più famosa che “tremare il mondo fa”.

All’inizio dell’indagine, un paio d’anni fa, nessuno avrebbe dato credito a Ruggiero, accusato di protagonismo velleitario o, tutt’al più, di spericolato donchisciottismo. Ma concedendo il minimo indispensabile ai media, il sostituto procuratore è andato avanti per la sua strada, ha raccolto i documenti che gli servivano, è riuscito a far deporre le persone responsabili dell’Agenzia. E alla fine ha tirato le somme.

L’Agenzia americana Standard & Poor’s – si legge nell’avviso di conclusione delle indagini notificato ieri a Milano ai vertici dell’Agenzia – ha messo in atto “una serie di artifici concretamente idonei a provocare una destabilizzazione dell’immagine, del prestigio e dell’affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari”. Non solo, ma nell’attività fraudolenta di manipolazione dei rating italiani, i responsabili di S&P avrebbero utilizzato, “analisti inesperti e incompetenti”, nonché comunicazioni ai mercati fatte in maniera non tempestiva, bensì in modo selettivo e mirato in relazione ai momenti di maggiore criticità della situazione politica ed economica italiana.

Il reato ipotizzato è quello di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata a carico di cinque persone: il presidente di Standard & Poor’s financial service Deven Sharma, il managing director del rating di Londra Yann Le Pallec, Eileen Zhang; Frankiln Crawford Gill e Moritz Kraemer della direzione europea del rating sui debiti sovrani. Gli indagati, secondo i magistrati di Trani, avrebbero fornito intenzionalmente ai mercati finanziari, quindi agli investitori, “un’informazione tendenziosa e distorta (come tale anche “falsata”) in merito all’affidabilità creditizia italiana ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, in modo da disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il valore”. Con l’aggravante della rilevante offensività nei confronti dello Stato sovrano italiano e del danno patrimoniale di rilevantissima gravità procurato al nostro Paese.

Non solo. La Procura di Trani, dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, ha aperto un fascicolo stralcio, legato a quello principale, e ha iscritto nel registro degli indagati anche la sede centrale di New York dell’agenzia di rating Standard&Poor’s. Si tratta, in sostanza, di un atto dovuto perché, secondo la legge, oltre alle persone fisiche, anche quelle giuridiche rispondono dei reati ipotizzati dalla magistratura.

Che seguito giudiziario potrà avere l’istruttoria della Procura di Trani è presto per dirlo, dando anche per scontato il fuoco di sbarramento che i più grandi studi legali del mondo apriranno nei confronti del “davide” pugliese. Certo è che i presidenti delle due associazioni dei consumatori, Elio Lannutti, di Adusbef, e Rosario Trefiletti, di Federconsumatori, da cui l’indagine ha avuto inizio, hanno già annunciato che si costituiranno parte civile “a nome di migliaia di risparmiatori frodati”. A sua volta il pm Ruggiero ha dichiarato che “è stata una indagine laboriosa perché abbiamo dovuto rileggere tutti gli episodi che erano legati in pratica alle tappe dei pronunciamenti di S&P sull’Italia. E questo ha portato anche a un cambiamento del reato perché prima si parlava di notizie false, non vere, ora si parla di questioni molto, ma molto più gravi”.

“Riteniamo che le accuse riportate siano prive di ogni fondamento e non supportate da alcuna prova. Continueremo a difendere strenuamente le nostre azioni e la reputazione della società e delle nostre persone”, hanno commentato in una nota i legali di S&P.

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