Siae, scoppia la guerra interna

SiaeSindacati contro l’azienda “hanno disdetto i contratti”. La replica dei vertici: “Riprendere la trattativa il prima possibile”

ROMA – Esplode il caso Siae. I dipendenti dell’azienda hanno dato vita a una serie di iniziative spontanee di protesta su tutto il territorio nazionale, per contrastare, si legge in una nota sindacale congiunta di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Cisal, “il grave atto aziendale che ha disdettato i contratti comunicando che, a partire dal 1° giugno intende applicare il codice civile per la gestione dell’impianto economico normativo”.

I sindacati contestano l’operato dell’azienda che, in data 30 maggio, nel corso della trattativa, “ha improvvisamente preteso che i sindacati firmassero la proposta aziendale senza ulteriori indugi e senza ulteriori modifiche”. A tale richiesta le OO.SS. si sono dichiarate “disponibili a proseguire la trattativa senza ultimatum di sorta, ma la delegazione aziendale ha, a quel punto, abbandonato il tavolo”. Si tratta di “un atto di assoluta protervia – precisano – per di più messo in campo da una gestione commissariale di nomina governativa che risulta in regime di prorogatio e che ha ampiamente dimostrato nel corso dei mesi di non avere alcun interesse ad addivenire ad una composizione condivisa della vicenda contrattuale”.

I sindacati sollecitano quindi l’intervento urgente del ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi e del presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti, in qualità di organismi vigilanti sulla Siae, affinché “ripristinino condizioni minime di normalità all’interno dell’Ente Pubblico nell’interesse degli autori, degli editori, dei lavoratori e dell’indotto”.

La replica dei vertici dell’ente non si è fatta attendere. Con una nota gli organi societari sottolineano come il loro operato fin qui svolto sia stato necessario per risanare l’azienda, rivendicando inoltre di avere fra gli obiettivi strategici il mantenimento del livello di occupazione, e lamentando che il sindacato abbia rigettato tutte le proposte presentate ed auspicando infine una ripresa in tempi brevi delle trattative con “il comune obiettivo di rilancio della Siae”.

“Il Decreto del Presidente della Repubblica di nomina della gestione commissariale – esordisce la nota – prevede esplicitamente la necessità di ‘…adottare gli atti necessari ed opportuni al fine di assicurare il risanamento finanziario e l’equilibrio economico-gestionale della Società…'”, aggiungendo che “il primo atto della gestione commissariale è stato quello di confermare il Piano Strategico deliberato dai precedenti organi sociali (Consiglio di Amministrazione e Assemblea) che prevedeva, tra l’altro, una profonda revisione dei contratti per il personale dipendente”.

“Nel rinnovare un tale mandato, è stato comunque dato al Direttore Generale un obiettivo strategico di fondo che era, ed è -sottolinea la Siae- quello del mantenimento dei livelli occupazionali, ritenendo in questi tempi drammatici il posto di lavoro come un bene assolutamente primario. A distanza di quattordici mesi dall’inizio delle trattative, nessun accordo è stato raggiunto”.

La Società durante questo periodo ha rappresentato un ampio ventaglio di soluzioni: dall’adozione di una contrattazione collettiva vigente in settori omologhi a scelta delle organizzazioni sindacali, all’adozione di una serie di misure idonee a riportare gli istituti in vigore presso l’Ente a standard di livello nazionale allineandoli a quelli del comparto pubblico o privato. Nessuna di queste ipotesi -afferma poi la Siae- “è stata ritenuta percorribile dalle organizzazioni sindacali”.

“Ognuno può pensarla come vuole ma obiettivamente le proposte della Società non possono ritenersi inaccettabili e dunque la Società auspica che la trattativa possa riprendere il prima possibile per consentire di raggiungere in tempi brevi il comune obiettivo di rilancio della Siae creando le premesse per un mantenimento, a lungo termine, dei livelli occupazionali”, conclude l’azienda.

Potrebbero interessarti anche