Bancarotta: rinviati a giudizio Ricucci e i genitori

stefano-ricucciTanti gli episodi indicati dalla procura nel capo di imputazione. Anche la madre e il padre coinvolti nell’inchiesta

 

ROMA – Stefano Ricucci, quale ‘dominus’ della Magiste Real Estate (società ammessa al concordato preventivo) e altre dieci persone, tra cui il padre Matteo e la madre Gina Ferracci, sono stati rinviati a giudizio dal gup Elvira Tamburelli a conclusione dell’inchiesta dei pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli per bancarotta fraudolenta per distrazione e dissipazione.

Il processo, che prenderà il via il 3 ottobre, riguarderà anche l’ex cognato di Ricucci, Francesco Bellocchi, l’ex commercialista di fiducia Luigi Gargiulo, alcuni ex componenti del collegio sindacale ed ex amministratori di società, oltre a Fabrizio Lombardo, genero di Cesare Geronzi. Lombardo, in particolare, è coinvolto nella distrazione di “ingenti somme di denaro” della Magiste International Sa, fallita nel gennaio del 2007, assieme a Ricucci, gestore di fatto della società, e a Gargiulo quale componente del consiglio di amministrazione.

Tanti gli episodi indicati dalla procura nel capo di imputazione. In uno, Ricucci, quale ‘dominus’ della Immobiliare Cacciarella srl, è accusato di aver dissipato, fino al settembre 2007, ‘Villa Feltrinelli’ (dove fu celebrato il matrimonio, poi naufragato, con Anna Falchi nell’estate del 2005, ndr) “che destinava a proprio uso personale gratuito, ponendo a carico della società gli oneri per le utenze e per il personale addetto alla manutenzione”.

Sempre a Ricucci è attribuita la distrazione di quasi 600mila euro da lui prelevati, tra gennaio e giugno 2007, “in assenza di alcun titolo, in parte quale anticipi per compensi per l’attività prestata nella sua funzione di vicepresidente della Magiste Real Estate”. Altri 225mila euro sarebbero stati distratti dalle casse della stessa società nel dicembre 2006, in parte a titolo di pagamento “di un presunto debito della società verso gli amministratori”, in parte “quale pagamento di compensi per l’amministratore del tutto ingiustificati anche in considerazione dello stato di dissesto in cui versava la società”.

Ci sono poi i due episodi che coinvolgono i genitori dell’immobiliarista: nel dicembre del 2005 l’ex marito della Falchi e Gargiulo avrebbero disposto la cessione di un immobile a Cala del Faro, nel comune di Arzachena, dalla Magiste R.E. a Matteo Ricucci, il papà, al prezzo di un milione e 800mila euro, in realtà mai versato nelle casse della società. E allo stesso modo, due immobili e un appezzamento di terreno a Zagarolo sarebbero stati trasferiti nel novembre 2005 dalla Magiste R.E. alla mamma Gina Ferracci al prezzo di 445mila euro. Anche questo denaro – secondo l’ipotesi della procura – non sarebbe mai stato versato nelle casse aziendali. Il coinvolgimento di Lombardo, invece, è legato all’erogazione, a titolo di compenso, di 2,3 milioni di euro, “somma del tutto sproporzionata – secondo chi indaga – rispetto all’attività effettivamente prestata”, svolta, come componente del cda e amministratore delegato di Magiste International dal 6 agosto 2003 al 3 aprile 2004.

Per l’accusa, Lombardo, Ricucci e Gargiulo avrebbero di fatto contribuito al fallimento di Magiste International attraverso la dissipazione, tra il 2003 e il 2005, di circa 13 milioni di euro.

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