Rinnovabili e Conto energia, le condizioni delle Regioni

pannelli-solari-sliderAumento del plafond semestrale per il fotovoltaico a 759 mln, per le altre rinnovabili a 6 miliardi annui

ROMA – Sono diverse le richieste di modifica di Regioni, Comuni e Province agli schemi di decreto sugli incentivi al fotovoltaico (quinto Conto energia) e alle altre rinnovabili elettriche approvate nella Conferenza Unificata di ieri, che saranno discusse in un nuovo incontro odierno con il Governo.

Sale il tetto di incentivi per il fotovoltaico dai 500 milioni previsti inizialmente a 759 mln e quello per le altre fonti (da 5,5 a 6 miliardi annui).

Quanto al fotovoltaico, vengono esclusi dalla procedura di iscrizione al registro gli impianti di potenza fino a 100 kW fino a un limite di costo di 50 milioni di euro nel semestre, con eventuale riduzione delle tariffe al superamento della soglia; gli impianti a concentrazione fino a un costo di 10 milioni di euro; gli impianti integrati e innovativi fino a 10 milioni di euro; gli impianti su edifici e aree delle pubbliche amministrazioni fino a 20 milioni; gli impianti realizzati in sostituzione dell’eternit fino a 100 kW; gli impianti costruiti nelle zone colpite dal sisma in Emilia.

Vengono inoltre introdotti bonus (cumulabili) sulle tariffe incentivanti: aumento di 3 centesimi al kWh per impianti i cui componenti siano realizzati almeno per l’80% nell’Ue; aumento di 3 centesimi per la sostituzione dell’eternit.

Le Regioni, riferisce Staffetta Quotidiana, hanno chiesto anche un innalzamento delle tariffe incentivanti per tutti gli impianti su edificio fino a 20 kW di potenza.

Previsti inoltre aggiustamenti per i criteri di priorità nelle graduatorie per l’iscrizione ai registri: per il primo criterio (la sostituzione con moduli fv di coperture in amianto con miglioramento della classe energetica dell’edificio), chi realizza l’intervento deve dimostrare con un audit pre intervento (non più con l’attestato di certificazione energetica) che la classe dell’edificio sia migliorata (cade la classe minima “D”); il terzo criterio diventa il miglioramento della classe energetica dimostrato allo stesso modo; viene poi introdotto un nuovo criterio legato all’utilizzo di componenti “diverse dal lavoro” prodotte in paesi Ue (lettera e).

Quanto alle altre rinnovabili, oltre all’innalzamento del plafond di spesa, le modifiche riguardano l’innalzamento a 20 MW della soglia per le aste per quanto riguarda gli impianti eolici, l’eliminazione dei registri per gli impianti eolici fino a 100 kW (da 50), l’aumento dei contingenti annuali di potenza ammessi all’iscrizione ai registri (raddoppio per l’eolico) e l’aumento dei contingenti annui di potenza da mettere ad asta.

 

Leggi anche:

Rinnovabili, la Ue critica i decreti sugli incentivi (5 giugno 2012)

Potrebbero interessarti anche