Imu e tasse locali, in arrivo stangata da 1.400 euro

palazziRoma città più salassata con oltre 3mila euro a famiglia. Aumenti dell’Irpef, della Tarsu e dalla tassa di soggiorno

 

ROMA – Tra tasse locali e imposte comunali nel 2012 per il contribuente italiano si profila una stangata media da oltre 1400 euro. La denuncia arriva da uno studio della Uil che valuta l’impatto micidiale che il mix Imu, addizionali Irpef, Tarsu, Imposta di soggiorno avrà sulle tasche degli italiani. Tutto ciò infatti costerà, mediamente, ai contribuenti 1.427 euro, di cui 177 euro a famiglia per l’Imu sulla prima casa; 865 euro a famiglia per l’Imu sulla seconda casa; 143 euro di addizionale comunale Irpef per contribuente; 220 euro per la Tarsu.

Nel 2012, infatti, prosegue lo studio Uil, le aliquote Imu sulla prima casa aumentano mediamente del 12% rispetto all’aliquota base; quelle per la seconda casa del 25,9%, sempre sulle aliquote base mentre le addizionali comunali Irpef salgono dell’11,2% rispetto allo scorso anno; quelle per la Tarsu del 2,7% rispetto al 2011. Senza contare gli aumenti della tassa di soggiorno, 22 euro a persona, e quelli già annunciati dagli enti locali per i nidi d’infanzia, ormai quasi 300 euro al mese, e per le mense scolastiche, 40 euro.

Una rapidità, quella dimostrata dalle amministrazioni locali, nell’adeguare le aliquote ed introdurre nuove imposizioni che stupisce il sindacato: “Una volta tanto sono state efficienti e veloci…ma nel cogliere al volo la possibilità di rimpinguare le casse comunali aumentando le tasse”, ironizza il segretario confederale Guglielmo Loy. A farlo, infatti, ben 109 capoluoghi di provincia; 21 per Imu per la prima casa, 46 per l’Imu sulla seconda, 19 per l’addizionale, 23 per la Tarsu.
“E’ evidente che il carico fiscale nel nostro Paese è insopportabile, soprattutto, per coloro che fanno fino in fondo il proprio dovere: i lavoratori dipendenti e pensionati”, prosegue Loy chiedendo alle istituzioni, per quel che riguarda la fiscalità locale, “di correggere le anomalie delle imposte e costruire un sistema più equo”. Per il sindacato infatti l’Imu va modificata e migliorata mentre l’addizionale Irpef, la tassa locale “più penalizzante” per i lavoratori e pensionati, va eliminata.

Tra le città è Roma la più ‘salassata’ in termini di imposizione fiscale locale: tra Imu, addizionale Irpef e Tarsu, infatti, in media il 2012 peserà sulle famiglie per 3.042 euro. Non meglio Bologna con un esborso medio di circa 2.580 euro, e Milano, con 2.519 euro.

Circa 50 le città che hanno deliberato l’Imu sulla prima casa, mentre 21 (il 42% del totale del campione) hanno aumentato l’aliquota di base. Quattro città hanno scelto quella massima del 6 per mille, Caserta, Catania, Parma e Rovigo; mentre Torino ha scelto il 5,75 per mille; Napoli, Roma, Genova, Cagliari e Perugia il 5 per mille. In particolare l’Imu sulla prima casa più alta è a Roma con 639 euro medi a famiglia; a Milano 427 euro; a Bologna 409 euro.

Nel frattempo il Codacons annuncia “la nascita del comitato nazionale vittime dell’Imu con sedi nazionali a Roma e Catania e dislocamenti in un centinaio di altri Comuni italiani. Si contesta innanzitutto il fatto che “l’Imu, che è una tassa di scopo, sia stata decisa contro la legge e senza la previa individuazione delle precise opere pubbliche che l’imposta dovrebbe andare a finanziare, in palese violazione della normativa vigente”.

Il comitato protesta poi perché “l’Imu va a colpire, senza alcuna distinzione, ogni possessore di immobile, senza tenere conto della reale capacità contributiva, spesso decisamente bassa come nel caso di soggetti titolari di pensione o precari. Violato anche l’ articolo 47 della Costituzione, dal momento che l’imposta non solo costituisce un deterrente per l’accesso al risparmio popolare, ma lo impedisce ai proprietari di beni immobili”.

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