Iniziata la corsa per i dg degli enti di ricerca

Cnr_sliderLa poltrona più ambita è quella del Cnr, per la quale corrono Stancanelli e Ghilardi. Gara aperta all’Asi e all’Ogs

 

ROMA – Sistemate le caselle dei presidenti degli enti di ricerca italiani, si passa ora a riempire quelle dei direttori generali. Operazione, come al solito, difficilissima, sia per l’ingorgo della lista dei pretendenti, sia soprattutto per gli appetiti dei partiti che, in vista delle elezioni del prossimo anno, si agitano per sistemare quelli tra i loro protetti sicuramente destinati alla trombatura, quale che sia la legge con cui si andrà a votare.

In prima fila c’è naturalmente il Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), il nostro massimo organo scientifico, con un budget vicino al miliardo di euro. Si tratta di scegliere il successore dell’attuale dg Fabrizio Tuzi, che da mesi opera in regime di prorogatio. In base alle procedure “aperte” stabilite per la selezione dei candidati, la lista degli aspiranti al prestigioso incarico è lunga e variegata, con trentasei nomi in ballo.

Ma si sa, la rosa ristretta dei favoriti è già fatta. Il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, ex ministro di area Pd, vorrebbe portare a piazzale Aldo Moro Alberto Stancanelli, dirigente generale alla Presidenza del Consiglio, già suo capo di gabinetto alla Funzione Pubblica ed ex capo di gabinetto del Sindaco di Napoli Bassolino.

Altri consiglieri del Cnr però si oppongono invocando il riequilibrio politico della governance dell’Istituto. Il loro candidato pare essere Massimo Ghilardi, promotore finanziario, consigliere comunale Pdl di Chiari, comune del bresciano amministrato dal senatore leghista Sandro Mazzatorta, a suo tempo chiamato al Miur dalla sua conterranea Maria Stella Gelmini, con un contratto da dirigente a termine.

Con un curriculum non irresistibile, si va facendo strada l’ipotesi del terzo uomo. Come detto, c’è una lista di 36 nomi in cui non dovrebbe essere impossibile scegliere un direttore generale in grado di coniugare le competenze scientifiche con riconosciute doti manageriali. Ma non è affatto detto che si proceda in quella direzione. Per scegliere la persona “giusta” qualcuno propone di ricominciare tutto daccapo riaprendo i termini della procedura selettiva indetta ad ottobre scorso da Francesco Profumo.

Le scommesse sul nuovo dg sono dunque aperte. E intanto il povero Fabrizio Tuzi? Non rimarrebbe disoccupato perché ci si è premurati subito di trovargli una nuova sistemazione. La destinazione più gettonata attualmente sembra essere quella dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dove però si troverebbe in ballottaggio ancora con il dirigente Miur Massimo Ghilardi e con il dg uscente Tullio Pepe. In verità le sue vere ambizioni sarebbero quelle di “atterrare” all’Agenzia spaziale italiana, ma lì la lotta è durissima. Se comunque lo scontro con i competitor gli dovesse andar male, per lui ci sarebbe sempre l’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Infine c’è l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (Ogs) di Trieste, dove il Consiglio di amministrazione ha appena prorogato il termine di scadenza per la presentazione delle domande per la posizione del direttore generale, dimessosi dopo pochi mesi dalla nomina. La nuova scadenza è fissata per il prossimo 20 giugno.

Potrebbero interessarti anche