Edilizia, investimenti a Roma e Provincia calati del 22%

cantiere_edileDiminuiscono i cantieri e gli operai, mentre aumentano le imprese in liquidazione. In caduta libera i bandi di gara


ROMA – La crisi nell’edilizia di Roma e provincia è entrata nella sua fase più difficile. A documentarlo è stata oggi la Cna di Roma che, in collaborazione con il Cresme, ha presentato nella cornice dell’Opificio della fondazione Romaeuropa il notiziario Eco (economia, costruzioni, occupazione), pubblicazione trimestrale sull’andamento del mercato del mercato delle costruzioni a Roma e Provincia. Presenti all’incontro, Lorenzo Tagliavanti, direttore della Cna di Roma, Alessandro Maruffi, presidente della Cna costruzioni di Roma, Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, Michele Civita, assessore provinciale all’ambiente e Claudio Rosi, docente della facoltà di architettura di Valle Giulia.

Bellicini ha spiegato che la crisi del settore si inserisce in una congiuntiva negativa per il territorio: “il Pil pro-capite di Roma e Provincia peggiore rispetto alle precedenti stime (-1,9% rispetto al 2011). Nel settore dell’edilizia in particolare, negli ultimi sei anni, sono diminuiti gli investimenti (22%), le nuove volumetrie ultimate (-52%) e le transazioni residenziali (-24%)”.

“La percentuale di imprese attive nei cantieri”, ha continuato il direttore del Cresme, “ha subito una riduzione, negli ultimi tre anni e mezzo, del 13%” e “le ore occupate si sono ridotte del 28,3% nel I trimestre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre gli operai sono diminuiti del 23%. Le ore di cassa integrazione ordinaria sono aumentate del 36%, mentre il numero di operai interessati da quella straordinaria hanno raggiunto un incremento del 175%”.

Sempre secondo i dati del Cresme “nel 2011, rispetto ai due anni precedenti, le imprese entrate in liquidazione, complessivamente per tutti i settori dell’economia, sono aumentate del 37%, gli occupati si sono ridotti dello 0,1%, quelli nelle costruzioni sono crollati del 15.6%” e sono in “caduta libera” anche il numero dei bandi di gara per le opere pubbliche a Roma e provincia: “nel primo quadrimestre di quest’anno, rispetto a quello del 2011, il calo è stato del 103,6% e complessivamente del 103,1% solo nella capitale”.

“In questo scenario si prevede per le volumetrie non residenziali”, ha sottolineato Lorenzo Bellicini, “un crollo del 68% alla fine del 2012 rispetto al 2007, anno di massima espansione. Qualche segnale positivo si intravede nella lieve ripresa del mercato immobiliare nello scorso anno e nei finanziamenti erogati per l’acquisto di edifici non residenziali (+33%) nel primo trimestre di quest’ anno, ma non è sufficiente per far cambiare rotta. Il mercato immobiliare si è di fatto dimezzato e la stretta del credito ha pesato molto sulle famiglie, con una riduzione di oltre l’ 80% e riflessi evidenti nel settore dell’edilizia”.

L’osservatorio è stato accompagnato da un focus incentrato sul fabbisogno di spazi produttivi nel territorio. In particolare, il 76% delle imprese intervistate da Eco ha dichiarato di svolgere la propria attività all’interno di edifici residenziali e il 34% in locali di volumetria inferiore ai 50mq. “Chiediamo alle amministrazioni di sbloccare i loro crediti nei confronti delle imprese e di dare priorità ai lavori immediatamente cantierabili” ha detto Maruffi “se necessario anche suddividendone gli importi, così da garantire l’accesso agli appalti soprattutto alle piccole imprese. Perché proprio le piccole opere sono quelle che garantiscono occupazione e sviluppo sul territorio”.

Arrivata a stretto giro la risposta dell’assessore provinciale all’ambiente Michele Civita, che ha dichiarato che “c’è certezza sui lavori pubblici di competenza della Provincia e la speranza che il patto di stabilità venga attenuato per poter investire meglio i soldi che abbiamo”.

“Noi con i nostri strumenti di pianificazione” ha ultimato Civita, “stiamo dando degli indirizzi ai comuni e agli operatori per far in modo che possano intervenire sui settori del futuro, favorendo politiche che non vanno a consumare ulteriore suolo e che favoriscano la riqualificazione, la ristrutturazione e il risparmio energetico”.

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