Emergenza rifiuti, tutti contro tutti

malagrotta-sliderSi cerca ancora il sito. Il Commissario prova a trovare un accordo condiviso. Proseguono le proteste

 

ROMA – Roma è “a un passo dall’emergenza rifiuti”. Se per un qualsiasi motivo si dovesse bloccare l’attuale sistema per tre giorni, Roma sarebbe sommersa dall’immondizia, peggio di Napoli. Ma una soluzione al problema ancora non si vede. Le ipotesi nascono come funghi e con altrettanta velocità speriscono: Pian dell’Olmo, Pizzo del Prete, navi di spazzatura in Olanda, una combinazione di due o di tutte queste opzioni insieme.

Ma le istituzioni continuano ad essere l’una contro l’altra armata e non si intravede una posizione comune. E’ ciò che sta cercando da giorni il commissario straordinario all’emergenza Goffredo Sottile, che ha sostituito l’altro commissario straordinario all’emergenza Giuseppe Pecoraro, che ha sostituito l’altro commissario straordinario all’emergenza, Gianni Alemanno: “Al momento sto cercando la massima convergenza tra tutti gli organismi e gli enti interessati, elettivi e non – ha detto oggi il prefetto, riferendosi anche al ministero dell’Ambiente – Io ci sto lavorando, ma se non ci sarà allora deciderò io”.

In effetti, una posizione lui l’aveva presa, ed era appunto Pian dell’Olmo, comune di Roma, una cava ai confini con Riano. In apparenza sembravano tutti d’accordo (a parte le riserve sulla proprietà di Manlio Cerroni, il patron di Malagrotta), in sostanza non lo erano affatto. Tanto che ieri Sottile ha dovuto ammettere che, in un’ottica di convergenza, “Pian dell’Olmo non sta andando al 101%”.

Il ministro Corrado Clini e il sindaco Gianni Alemanno avrebbero trovato una convergenza su Pizzo del Prete, nel Comune di Fiumicino. Polverini, che ha chiesto a Monti di intervenire per rifare un punto istituzionale, non potrebbe essere più netta: “La mia indisponibilità è assoluta”. Del resto, per lei, “il sito tecnicamente migliore era Corcolle”, quello nei pressi di Villa Adriana su cui era caduto l’ex commissario Pecoraro che oggi commenta l’intricata situazione con un laconico “è un libro già visto”.

La Polverini non farà mancare il suo appoggio istituzionale al lavoro di Sottile, ma è irritata (il suo linguaggio è più colorito): “Il governo parla, il Comune straparla – si sfoga davanti a una platea del Pd, strappando anche l’applauso – ma è la Regione che paga, ed è un prezzo che qui non voglio dire”. Come procedere “é un problema di Alemanno”, oltre che del prefetto. La Provincia ha fornito nei giorni scorsi uno studio da cui “guarda caso, nel territorio di Roma di siti ne sono usciti 12”.

Alemanno tace, ma la sua posizione è nota: dato che l’Area territoriale ottimale fissata dalla Regione nel Piano rifiuti coincide con quella provinciale, il sito può finire anche fuori Roma. E poi c’é tutto il ‘correntone’ ex Fi che si oppone a Pian dell’Olmo. Per Alemanno, dunque, meglio Fiumicino. Pizzo del Prete è tutta da allestire, ma nel frattempo i rifiuti potrebbero andare all’estero.

Sottile non si sbilancia, ma non sa dove sbattere la testa: “Devo prendere in considerazione prioritariamente i sette siti dello studio regionale, secondo l’ordinanza: quindi anche Pizzo del Prete”, ma se il suo fine é la concordia, difficilmente supererà lo scoglio Polverini. Che infatti rintuzza: “Sottile sa che lo scenario è cambiato. C’é lo studio della Provincia, Roma Capitale può scegliere da lì”.

E l’arbitro della partita, il ministro dell’Ambiente Clini, che sta facendo? Si è tolto la giacchetta ed è sceso in campo pure lui, smentendo il commissario, indicando siti che si rimangia dopo le proteste delle popolazioni, mostrando i muscoli e battendo in ritirata sotto l’incalzare degli enti locali. Il caos ha raggiunto vette stellari.

I comitati e gli amministratori locali intanto non mollano: ieri sono scesi in piazza quelli della Valle Galeria, cioè la zona di Malagrotta, paralizzando due volte l’Aurelia. Il timore é che dalla finestra possa tornare il sito di Monte Carnevale, proposto da Clini e bocciato dalla Difesa, che sembrava uscito dalla porta. Ieri era stata la volta dei cittadini di Torrimpietra per scongiurare il ritorno di Pizzo del Prete. E non mollano neanche i comitati di Pian dell’Olmo: il presidio sulla Tiberina resterà fino allo scampato pericolo.

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