Teatro, il Valle Occupato festeggia un anno

Teatro_Valle_sliderUna maratona di 20 giorni non stop con spettacoli, concerti, discussioni e performance fuori e dentro il teatro

 

ROMA – Un anno di occupazione nel segno della sperimentazione e reinvenzione. Ovvero della libertà e della vita. Il Teatro Valle compie il suo primo anno di occupazione e festeggia con una maratona di venti giorni non stop: spettacoli, concerti, discussioni e performance.

Da quel 14 giugno 2011 in cui lo stesso Andrea Camilleri lanciò un augurio che da provocazione si fece sin da subito sostegno alla legittimità dell’occupazione, ad oggi sulla scena si sono alternati spettacoli di danza e di teatro, concerti, laboratori per bambini, incontri, assemblee e visite guidate. “Non intrattenimento gratuito, ma pratiche di democrazia diretta e partecipata”, fanno sapere dal ‘Valle occupato’.

Tre settimane, 23 giorni, 7 assemblee aperte, 60 tra interventi artistici, spettacoli, concerti e proiezioni all’interno del Valle, 6 azioni artistiche al di fuori del teatro, con più di 300 persone coinvolte tra artisti, operatori, registi, filosofi, drammaturghi, cantanti, musicisti, economisti, giuristi e cittadini. Sono questi i numeri della festa del Teatro Valle, durante la quale lo spazio sarà animato ad ogni ora del giorno.

I festeggiamenti prenderanno il via mercoledì 13 giugno, con ‘La festa dei beni comuni’, un’assemblea con la partecipazione di Salvatore Settis e Stefano Rodotà e uno spettacolo serale con Fabrizio Gifuni e Rocco Papaleo, protagonisti di letture e momenti musicali. Il giorno successivo, effettiva data dell’anniversario, il cui slogan sarà ‘Com’era triste la prudenza’, sono previste un’assemblea con Franco Berardi-Bifo, David Graeber e Ugo Mattei e una ‘serata flusso’ con la partecipazione di Juan Diego Puerta Lopez, Gianmaria Testa.

Il 15 giugno sarà il ‘giorno dei soci fondatori’, interamente dedicato agli attuali 4.000 ‘complici’, come gli stessi occupanti si definiscono, con un’assemblea in programma, che vedrà la partecipazione di Paul Ginsborg e Giulio Ernesti e un concerto serale della band Trinità, formata da Diego Bianchi, Roberto Angelini e Giovanni Di Cosimo e dei Discorverland, con Angelini e Pier Cortese.

L’iniziativa che gli occupanti del Teatro Valle stanno cercando di portare a termine, infatti, è di passare dalla protesta alla proposta, attraverso la creazione di una fondazione. “La cifra minima per diventarlo sono 10 euro a testa per diventare soci, meno di un biglietto di un teatro. Ad oggi siamo al giro di boa, 120mila euro raccolti, sui 250mila necessari per il capitale sociale e 4.000 soci -spiega Laura, attrice bolognese- la nostra è una battaglia politica: si tratta di avere più soci possibili, per poi andarci a confrontare con il prefetto e creare un’istituzione che nasca dalla partecipazione di tutti”.

I festeggiamenti del Valle non rimangono chiusi tra le mura del teatro. In programma ci sono anche cinque progetti ‘Extra Valle’: ‘Città diffuse’, un progetto nelle periferie di Roma, ‘Capienza Massima Meno Uno’, una performance a cura di Marzia Migliora al Maxxi, ‘Riti marittimi’ di Alvin Curran e, dopo l’iniziativa dei 100 celli, il teatro propone ora i 100 organetti, con cui professionisti e non si cimentano con un concerto tutto dedicato a questo strumento.

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