Alla Siae, dove osano i sindacati

Siae_sliderNel regno del nepotismo consolidato. Permessi sindacali a gò gò, affitti a prezzi stracciati e indennità speciali

 

 

ROMA – Cresce nel Paese il numero di quanti non sopportano più i carrozzoni, aborrono i privilegi, occupano i santuari inviolabili. Non esiste solo la casta della politica , esiste anche la casta di chi si è rinchiuso dentro un palazzo ignorando la recessione che avanza, i disoccupati che crescono e la pressione fiscale che ci opprime.

La storia della Siae, sotto questo profilo, è emblematica. In Siae sono entrati i figli dei raccomandati tanto che vi sono intere famiglie ( padre, madre, figli,nipoti,compagne/i, figli di sindacalisti ,ecc…) e su poco più di 1200 dipendenti con questo sistema si sono accasati da tempo oltre 800 persone alla faccia di tanti giovani che stentano a trovare lavoro perché non hanno a che santo votarsi dentro e fuori una famiglia.

I veri padroni della Siae – è convinzione ormai diffusa – sono i rappresentanti sindacali che negli anni hanno creato un regime di assoluta egemonia, nulla si muove senza l’assenso dei sindacalisti che hanno decine e  decine di migliaia di permessi sindacali che utilizzano, come ha scritto brillantemente Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, per stare tranquillamente a casa, oppure per giocare alle macchinette in un noto locale situato davanti al palazzaccio di viale della Letteratura, sede della Direzione Generale. I sindacalisti sono anche affittuari a prezzi stracciati di immobili di pregio del Fondo pensioni Siae con una equa spartizione tra quasi tutte le sigle sindacali.

Dai documenti depositati presso la Commissione Cultura della Camera risulta che i dipendenti Siae guadagnano mediamente poco meno di 65.000,00 euro l’anno, mentre i dirigenti stanno oltre i 150.000. Ci si domanda, ma perché guadagnano così tanto? La risposta è banale, guadagnano tanto perché hanno retribuzioni che vanno sotto il nome di automatismi che, tradotto, significa sostanzialmente che, se lavora o non fa niente, la sua busta paga cresce di oltre il 2% l’anno. Non solo, ma a questo si aggiunge anche il c.d. recupero dell’inflazione e quindi mediamente i contratti dei dipendenti Siae viaggiano ad oltre l’8% ogni due anni. In nessun altro posto di lavoro pubblico e privato esistono retribuzioni così alte e meccanismi di incremento totalmente decontestualizzati dalla valutazione del merito e della produttività.

Inoltre l’orario di lavoro per i dipendenti è di 36 ore settimanali ma con un sistema di turni che i liberi professionisti si sognano. Infatti ci sono i turni pomeridiani che iniziano alle 11 di mattina, ci sono i turni serali che iniziano alle 13 e 45 e vengono lautamente pagati!

Ma non finisce qui. Per l’utilizzo del computer si percepisce la c.d. indennità di penna e quando si va in missione viene riconosciuta anche l’indennità di lavanderia, nonché il rimborso kilometrico due volte superiore a quello di altri dipendenti pubblici e privati, vale a dire 0,52 centesimi in Siae, 0,34 in tutte le altre realtà lavorative.

Quante sono le mensilità dei lavoratori? Nel pubblico e in buona parte del privato sono tredici; anche in Siae sono tredici, ma c’è anche il premio di operosità e la gratifica annuale che equivalgono ad una sostanziosa 14dicesima. Ci sono inoltre la gratifica per l’ epifania, quattro premi di fedeltà a 25, 35 e 40 anni di servizio, il contributo scolastico, la gratificazione per il coniuge, il contributo per la nascita dei figli, l’indennità di punzonatura e l’indennità per le bollatrici.

In Siae c’è la polizza sanitaria per prestazioni sanitarie a 7 stelle con un comitato di gestione presieduto da un sindacalista con una compagnia di assicurazione vicina ad una organizzazione sindacale. In Siae c’è il lavoro straordinario che ammonta, per 1200 dipendenti, a oltre 4 milioni di euro l’anno.

Nelle aziende vi sono , tra ferie e festività soppresse 32 giorni mentre in Siae ve ne sono 36. Nelle stesse aziende, per non voler parlare dei dipendenti pubblici, vi sono 36 ore di permesso l’anno da recuperare, in Siae sono illimitate, anzi ve ne sono addirittura altre 24 retribuite da non recuperare che equivalgono ad altri 3 giorni che sommati alle ferie portano il bagaglio di ferie pagate a 39 giorni l’anno.

Si ammala un dipendente di una regione o di un ente pubblico, scatta la “Brunetta” e quindi decurtazione della giornata (come ha legittimato pure la Corte Costituzionale ) e certificato medico sin dal primo giorno. In Siae invece questo non vale perché puoi stare a casa per tre giorni senza dover dare alcuna giustificazione nè tantomeno il certificato medico. E vi sono anche permessi retribuiti da non recuperare per le visite ambulatoriali.

La conservazione del posto di lavoro per tutti gli altri dipendenti pubblici e privati arriva sino al massimo di 30 mesi, in Siae si arriva a 41 mesi tra 30 giorni chiamati di congedo, 12 mesi di aspettativa a stipendio intero, 12 mesi di aspettativa al 50% dello stipendio, 16 mesi di aspettativa non retribuita.

Oggi i sindacalisti dicono che l’azienda vuole tagliare il loro salario del 30% quando in realtà ha solo proposto un raffreddamento ed una moratoria dei costi che ammontano ad oltre 95 milioni di euro l’anno tra dipendenti e dirigenti.

La verità è che mentre la raccolta del diritto d’autore, come ha scritto l’on De Luca, registra un calo di oltre 4 punti percentuali con minori incassi di oltre 10 milioni di euro, si tenta di spargere veleno contro il Commissario Rondi ed i sub commissari, nonché sul Direttore Generale che hanno ricevuto dal Governo un mandato preciso quale quello del “risanamento economico gestionale della società” e il mantenimento di “tutti i posti di lavoro “.

Se oggi la Siae dovesse accettare le proposte del sindacato, con il calo dei consumi accertati dall’Istat e con le minori entrate dell’erario di oltre 3 miliardi di euro che porteranno ad un’ulteriore diminuzione degli introiti, vi sarebbero 200/300 lavoratori in esubero.
Se non si porrà fine una volta per tutte al dominio delle caste o delle cricche che hanno dominato fin qui il nostro Paese, anche in Siae non si avrà mai quella trasparenza, quella glasnost che sola potrebbe far emergere in tutta la loro crudezza le difficoltà e abolire gli intollerabili privilegi.

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