Roma Metropolitane, nominato il nuovo Cda

Metro_B_termini_sliderLa presidenza ad interim a Raffaele Borriello. Giammario Nardi e Federico Bortoli gli altri due componenti

 

ROMA – L’assemblea dei soci di Roma Metropolitane ieri ha nominato i componenti del nuovo consiglio di amministrazione, una decisione presa in fretta e furia per evitare il commissariamento di un Cda che era già in prorogatio. Nomine che vedono entrare nel consiglio di amministrazione dell’azienda partecipata che si occupa della costruzione delle nuove linee del metrò della Capitale, uomini vicini al primo cittadino.

La presidenza, fino a pochi giorni fa affidata all’architetto Giovanni Ascarelli (subentrato nel 2009 a Chicco Testa), sarà ora, ad interim, nelle mani di Raffaele Borriello, già direttore esecutivo del Campidoglio. L’altro nome in consiglio di amministrazione provvisorio è quello di Giammario Nardi, vicecapo di Gabinetto del sindaco Alemanno. Il terzo componente, invece, è sempre lo ‘storico’ amministratore delegato della società, quel Federico Bortoli che scrisse una lettera di dimissioni dopo la bocciatura della Corte dei Conti della linea C e che poi le ritirò pochi giorni dopo.

Le nomine di ieri comunque saranno presto revocate perché entro la fine dell’estate l’assemblea dei soci sceglierà definitivamente i nuovi componenti del consiglio di amministrazione. Un cda che, come previsto dalla delibera 77 recentemente approvata dal consiglio comunale, alla faccia del contenimento delle spese pubbliche, passerà da tre componenti a cinque (cosa che avverrà anche per le altre società partecipate, ovvero Risorse per Roma e Aequa Roma).

Un allargamento permesso dall’aumento di capitale di Roma Metropolitane e dalle modifiche allo statuto che l’azienda dovrà approvare nelle prossime settimane. Due mosse che, che per l’appunto, consentiranno di far lievitare il numero di consiglieri.

La governatrice del Lazio, Renata Polverini, da tempo reclama la presenza di un suo fedelissimo nel consiglio di amministrazione di Roma Metropolitane e non è un mistero che la stessa presidente abbia subordinato l’erogazione dei fondi per le nuove metro proprio alla conquista di una poltrona nella società che le costruisce.

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