Vedere moneta, dare trasporto locale

Moretti_sliderSenza fondi adeguati, il prossimo anno i treni Fs non effettueranno il servizio di trasporto locale


ROMA – A fronte di una carenza di risorse per il 2013 “noi interromperemo il servizio regionale ferroviario – ha dichiarato poi il capo delle ferrovie italiane Mauro Moretti – e se saremo denunciati per interruzione di servizio pubblico daremo battaglia”.

Seppure con l’eloquio pesante dell’ex sindacalista piuttosto che con quello soft delle diplomazie politiche, l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane ha buttato l’ennesimo sasso nello stagno. E infatti l’onda d’urto delle sue dichiarazioni ha messo in fibrillazione tutto l’establishment trasportistico.

“Non c’è da allarmarsi perchè il problema del trasporto pubblico locale è condiviso e ce ne stiamo occupando tutti”, si è affrettato a gettare acqua sul fuoco il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera. Gli ha fatto eco Michele Meta, capogruppo Pd nella Commissione Trasporti della Camera, che nel solito gioco dello scaricabarile nota che “le affermazioni di Moretti sul piano formale non aggiungono nulla alla sostanza di un problema arcinoto: sul trasporto pubblico locale, grazie alle battaglie del Pd, non solo si sono evitati nuovi tagli ma sono state reperite risorse che hanno consentito di non comprimere ulteriormente l’offerta. Non spetta all’amministratore delegato di Ferrovie decidere qualità e quantità del servizio, ma alle Regioni e allo stesso ministero. Ed infine, non scherziamo con il fuoco: il diritto alla mobilità di milioni di pendolari va difeso prioritariamente e il Pd è in prima fila”.

Segue la parata delle prese di posizione scontate. “Il governo e le Ferrovie dello Stato spendono e spandono per Tav, Frecce rosse e così via e non mettono i soldi per i pendolari?”, secondo il segretario del Prc-Federazione della sinistra, Paolo Ferrero. “Non è colpa del destino se le nostre ferrovie regionali sono oggi tra le peggiori d’Europa. Per troppo tempo si è privilegiato il trasporto su gomma e i grandi collegamenti, lasciando per treni, tram e metropolitane solo le briciole”, il commento del segretario dei Radicali Mario Staderini.

Ma cosa aveva mai detto il boss di FS al Convegno milanese della Federmobilità per suscitare tante reazioni? “Lo Stato per garantire i servizi deve definire quali risorse mette a disposizione – ha dichiarato Moretti – e mentre per quest’anno doveva garantire per i servizi regionali 1.600 milioni di euro, ne ha stanziati solo 1.200 e dei restanti 400 non si ha più notizia. Le FSI non possono utilizzare in questo comparto le risorse provenienti dai settori profittevoli quali quelli delle Frecce”. Poi soffermandosi sulle cifre Moretti ha detto che per quanto riguarda il servizio regionale, i cosiddetti ricavi per passeggero/chilometro nel nostro paese sono di 10,8 centesimi di euro contro i 20 centesimi della Germania, i 22 della Francia e i 17,2 centesimi del trasporto su gomma

Obiettivamente non si vede fonte di scandalo in queste affermazioni, né tanto meno sorpresa per cose che Moretti va dicendo pubblicamente da tempo. Quando nel quadro liberalizzato del settore egli rivendica “condizioni paritarie nell’uso delle risorse interne (in particolare livelli retributivi uguali per tutte le imprese ferroviarie), o esterne (come per esempio uguali procedure per l’acquisto di beni e servizi, che oggi penalizzano pesantemente l’azienda pubblica rispetto a quelle private), non chiede certo privilegi.

Nello specifico poi dell’obbligo di gara nel trasporto regionale sancito all’inizio di quest’anno dal decreto “Cresci Italia”, come si fa a dargli torto quando contesta l’abolizione della durata dei contratti in vigore con le Regioni (6 + 6) e l’obbligo di mantenimento del servizio fino alle nuove gare? Il prossimo anno, per esempio, scade il contratto di trasporto con la Regione Emilia Romagna.
Trenitalia è disponibile a partecipare alla gara pubblica, purchè siano assicurate condizioni di parità con gli altri concorrenti, che presumibilmente saranno la Ntv di Montezemolo e la tedesca DB (le quali hanno già fatto sapere che parteciperanno solo se ci sarà una copertura finanziaria assicurata per tutto il periodo contrattuale).

Il problema quindi non sembra la “sparata” di Moretti che minaccia di sospendere il servizio ferroviario regionale se lo Stato o le Regioni non metteranno nel piatto risorse adeguate. “Vedere moneta dare cammello” è la regola, rozza quanto si vuole, che disciplina il mondo degli affari. Moretti mette le mani avanti forse perché teme che qualcuno tenti di giocare con una moneta fasulla.

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