15:29 | Anticorruzione, passa la fiducia. Basta condannati candidati ma solo dal 2018

Sì dell’Aula della Camera sulla prima delle tre fiducie poste a Montecitorio dal governo sul ddl anticorruzione. La prima fiducia è passata con 461 sì, 75 no e 7 astenuti. La votazione è stata palese, per appello nominale: ciascun deputato è passato davanti al banco della presidenza per esprimere ad alta voce il proprio voto.

Via libera, dunque, all’art. 10 del testo, sulla incandidabilità dei condannati, sul quale era stata posta la prima fiducia e sul quale l’esecutivo ottiene la delega per varare, entro un anno, la relativa norma.

Hanno votato a favore Pdl, Pd, Udc, Popolo e Territorio, contro invece l’Idv e la Lega Nord. Fli non ha partecipato al voto, mentre si pronuncerà a favore nelle due successive votazioni. Lo annuncia il capogruppo Benedetto Della Vedova.
“Non parteciperemo come Futuro e libertà al voto di fiducia sull’articolo 10, mentre parteciperemo e voteremo convintamente a favore sugli altri punti del testo”, dice Della Vedova sottolineando: “la non candidabilità per le condanne in via definitiva entri in vigore da oggi, già quindi per le elezioni del 2013, non può essere una cosa in vigore dal 2018”.

Noi lanciamo un allarme presentando un ordine del giorno a esercitare la delega nei tempi più rapidi possibili: il tema incandidabilità sia per il presente e non per il futuro”. L’articolo 10 “rischia di essere paradossale – aggiunge – nel momento in cui si fa una normativa severa contro la corruzione, affidiamo a una delega la norma sulla incandidabilità che, per i tempi di approvazione, scavalla la legislatura. E’ un allarme nel merito ma è un allarme che dovremmo fare tutti perché ci sottopone al rischio di una sollevazione popolare della rete sul punto: i cittadini diranno che facciamo una legge sui corrotti ma rinviamo l’incandidabilità alle prossime elezioni”.

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