16:29 | Rai, lascia il consigliere in quota Lega Bianchi Clerici

Un altro pezzo del Cda Rai lascia. Prima ancora che si arrivi ad avere il nuovo organo di amministrazione del servizio pubblico, oggi è stata l’ultima volta al settimo piano di viale Mazzini per Giovanna Bianchi Clerici, consigliere in quota Lega. La scorsa settimana l’ex parlamentare è stata, infatti, nominata componente dell’Autorità garante della privacy e dunque lascia il Cda Rai ancor prima che avvenga il rinnovo dello stesso. Il saluto questa mattina, in occasione della riunione del Cda che aveva all’ordine del giorno l’approvazione di alcuni progetti della fiction che hanno ricevuto il via libera.

Bianchi Clerici ha partecipato solo inizialmente ai lavori, il tempo per un breve saluto e ringraziamento al direttore generale Lorenza Lei, al presidente Paolo Garimberti e agli altri consiglieri per il lavoro collegiale svolto nel periodo di incarico in Rai. Il nuovo commissario della Privacy ha, quindi, lasciato la riunione, che ha registrato il via libera ad alcune fiction, tra cui quella dedicata a Domenico Modugno, che si sta girando in Puglia con protagonista Beppe Fiorello e che in una precedente riunione del Cda era stata fermata.

Per quanto riguarda i sette nuovi membri del Cda, la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai comincerà a votare sui membri di sua competenza a partire da giovedì 21 giugno. Lo si apprende da fonti parlamentari. I candidati potranno presentare i curricula entro lunedì 18 giugno. La decisione, si legge in una nota della Commissione, risponde all’esigenza di assicurare ai singoli commissari un ulteriore tempo per esaminare i numerosi curricula sulla base della loro corrispondenza ai requisiti di legge. A tale scopo il Presidente ha fatto la proposta, accolta da tutti i Gruppi, di fissare una nuova scadenza per l’invio dei curricula a lunedì 18 giugno alle ore 21.

“Voglio augurarmi che questo adempimento – ha dichiarato il presidente della Vigilanza Sergio Zavoli – contribuisca a creare le condizioni per risolvere, nell’attuale congiuntura che investe la Rai, una questione che incide sulla vita civile e culturale della nostra democrazia repubblicana”.

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