Csm si divide su nuovo procuratore generale Palermo

Csm_sliderIn testa Francesco Messineo, attuale procuratore. In minoranza Roberto Scarpinato, pg di Caltanissetta

ROMA – Spaccatura al Csm sulla nomina del nuovo procuratore generale di Palermo. La maggioranza della Commissione per gli incarichi direttivi, la Quinta, ha proposto l’attuale procuratore di Palermo Francesco Messineo, mentre la minoranza ha sostenuto il Pg di Caltanissetta Roberto Scarpinato.

Tre i voti ottenuti da Messineo: quelli dei togati delle correnti moderate della magistratura Pina Casella (Unicost) e Tommaso Virga (Magistratura Indipendente) e del laico del Pdl Bartolomeo Romano. Due quelli per Scarpinato, dei togati di Area (il raggruppamento delle correnti di sinistra) Paolo Carfì e Francesco Cassano. Mentre si è astenuto il laico del Pd Glauco Giostra.

Di fatto la Commissione, dividendosi, ha rimesso la decisione al plenum, che nominerà il nuovo Pg di Palermo, non appena il ministro della Giustizia Paola Severino, avrà fatto arrivare il proprio parere sui due candidati. Se il voto in plenum rispecchiasse quello della Commissione, se cioè i gruppi si orientassero come hanno fatto i loro rappresentanti nella Direttiva, la bilancia finirebbe con il pendere dalla parte di Messineo, che potrebbe contare su 14 voti, sommando i 6 dei consiglieri di Unicost, i tre di Magistratura Indipendente e i cinque dei laici del Pdl.

Scarpinato invece avrebbe dalla sua i cinque voti dei consiglieri di Area; e in questa ipotesi, anche se ottenesse l’appoggio del primo presidente Ernesto Lupo e del procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani resterebbe comunque lontano dal traguardo. E se alla fine a prevalere fosse Messineo, si aprirebbe a stretto giro una partita ancora più complicata: quella per la nomina del suo successore al vertice della procura di Palermo.

(Valentina Marsella)

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