La Federazione Italiana Tennis sotto ai raggi X

Binaghi_Angelo_FitDai bilanci ai costi di gestione, a diverse società partecipate. Gli intrecci tra capogruppo e controllate

 

ROMA – Una volta chiuse le Olimpiadi di Londra, com’è tradizione si metterà mano al rinnovo delle cariche al Coni e alle sue varie Federazioni. Da qui il livello di “febbre” che sale ogni giorno di più a viale Tiziano e il via vai di voci, di pettegolezzi e di autocandidature che intasano le email e i centralini telefonici. Tra le Federazioni più appetibili c’è quella del tennis, che si sta godendo in questi giorni i trionfi delle atlete azzurre sulla terra rossa del Roland Garros parigino.

A disturbare la soddisfazione della Fit arriva un’interrogazione parlamentare dei senatori Belisario e Giambrone (Idv) che mettono i “piedi nel piatto” della gestione federale. Il bilancio della Fit, pari a poco meno di 30 milioni di euro, è rappresentato per il 25% da contributi pubblici e di questi oltre il 90 per cento deriva dai versamenti effettuati dal Coni. Come molte altre Federazioni sportive, anche la Fit per il raggiungimento dei suoi scopi può assumere interessenze o partecipazioni sotto qualsiasi forma in società di capitali per l’esercizio di attività economiche inerenti ai propri scopi sociali, nel rispetto dell’assenza del fine di lucro.

Tuttavia, nonostante la sua natura sostanzialmente pubblica, sul sito internet della Federazione non è pubblicato il bilancio consuntivo, né le relazioni illustrative e la relazione del collegio sindacale relative all’anno 2010, e soprattutto il bilancio non è stato trasmesso a tutti gli affiliati aventi diritto, così come prescritto dalle norme. Allo stesso modo, non sono pubblicati i bilanci 2010 delle società partecipate, nè le relazioni illustrative sulla gestione, la relazione dei collegi sindacali, cui la stessa Federazione eroga contributi in conto gestione, contributi in conto capitale ed altri tipi di convenzione. In sostanza, nè gli affiliati, nè i tesserati che versano le tasse federali, conoscono come vengono gestiti i loro fondi e i contributi che la Federazione ottiene dal Coni e non sono a conoscenza di quali siano e come vengano gestite le società partecipate della Fit.

Gli interroganti si soffermano sul fatto che dal 2007 la Fit abbia costituito ben tre società partecipate: la Fit Servizi Srl, la Mario Belardinelli A.D.S. a rl e la Sportcast Srl. Quest’ultima è la società che gestisce il canale televisivo Super-tennis, cui la Fit avrebbe erogato, tra fine 2008 e fine 2010, circa 14 milioni di euro, di cui 8 milioni di contributi in conto esercizio e circa 6 milioni come versamento in conto capitale.

Il costo di gestione di questa società al 31 dicembre 2010 era di circa 4 milioni l’anno, interamente coperti con contributi della Federtennis, presieduta da Angelo Binaghi, che, secondo i due senatori, avrebbe designato un suo congiunto, Ignazio Fantola, come Presidente del Consiglio di amministrazione.

La Fit Servizi srl opera nell’amministrazione, gestione finanziaria e riscossione delle entrate per conto esclusivo della Fit. La Fit Servizi, a quanto risulta agli interroganti, ha come soci la Lega Italiana Tennis ed il ragioniere Marco Perciballi, presso il cui studio la stessa società avrebbe sede. A sua volta la Fit Servizi Srl, e quindi anche il ragioniere Perciballi, è socia della Mario Belardinelli Srl.

Risulta inoltre che la Fit e la Coni servizi Srl hanno costituito un’associazione in partecipazione per la gestione degli Internazionali d’Italia di tennis il cui comitato tecnico sarebbe rappresentato dal presidente Angelo Binaghi, da Ernesto Albanese (già consigliere della partecipata Sportcast Srl), da Raffaele Pagnozzi (segretario generale del Coni, nonchè amministratore delegato di Coni servizi SpA), da Ignazio Fantola (già presidente Sportacast Srl) e da Leonardo Mascia (già amministratore delegato della partecipata Fit Servizi). Di questa associazione in partecipazione e dei suoi dati economici la Fit non trasmette alcuna informazione.

Sulla base di questi elementi, i senatori Belisario e Giambrone chiedono al ministro Gnudi di sapere se il Coni ha effettivamente autorizzato la costituzione delle suddette società partecipate dalla Federtennis, comprese la società per la gestione del canale televisivo e la società di servizi con la partecipazione del ragioniere Marco Perciballi e la Lega italiana tennis. A quel punto gli interroganti vogliono anche sapere i nominativi degli altri soci delle società partecipate, se il Coni ha approvato i bilanci della FIT e delle sue partecipate, se l’attività dell’associazione in partecipazione con la FIT per la gestione degli Internazionali d’Italia sia stata opportunamente controllata e se la Fit si sia adeguata alle prescrizioni del contenimento dei costi.

Sul piano personale, si chiede di conoscere i compensi percepiti da Giancarlo Baccini per il suo incarico di consigliere delegato della Sportcast Srl, oltre che di direttore della comunicazione della FIT, e quelli del ragioniere Marco Perciballi nelle sue diverse vesti di consulente della FIT e delle sue partecipate e di azionista di FIT servizi Srl.

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