Assi, tv e ippodromi i nodi da sciogliere

Ippica_sliderEnnesima proroga del rinnovo della convenzione da 62 mln e quella della gestione del segnale televisivo da 50 mln

 

ROMA – Creata neanche un anno fa e adesso soppressa dal Governo: l’Assi, agenzia per lo sviluppo del settore ippico, come previsto dalla Manovra estiva 2011 avrebbe preso il posto dell’Unire (Unione nazionale incremento risorse equine). Gli obiettivi erano di dare il via alla ripresa del settore ippico, ridurre la spesa di funzionamento delle amministrazioni pubbliche del settore, incrementare l’efficienza e il miglioramento della qualità dei servizi, assicurare la trasparenza e l’imparzialità nello svolgimento delle attività di gara del settore.

La riforma dell’Ente ippico – perfezionata nel corso del 2011 – prevedeva anche la revisione della struttura amministrativa, dei meccanismi delle corse, delle manifestazioni e di piani e programmi, all’insegna dei principi di semplicità e immediatezza amministrativa, di flessibilità nella amministrazione e di capacità dei singoli ippodromi di sostenere economicamente la programmazione.

Un compito solo in parte assolto, visto che non sono mancate proteste e contestazioni: la più clamorosa è stata il blocco delle corse negli ippodromi, che ha fermato il settore dell’ippica per i primi 40 giorni del 2012. Una protesta che ha avuto un impatto evidente anche nella raccolta scommesse, già in crisi per la perdita di appeal e la concorrenza di altri giochi, da diverso tempo: nel primo quadrimestre di quest’anno la raccolta sull’ippica è stata di 328 milioni di euro, il 38% in meno sugli oltre 529 milioni dello stesso periodo del 2011.

Ora, tra i primi punti urgenti da risolvere per l’Assi, dopo il Dl emesso venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri che ne sancisce la soppressione, c’è la questione della gara per la gestione del segnale televisivo e quella del rinnovo della convenzione degli ippodromi.

La prima conseguenza è stata il rinvio a data da destinarsi della riunione prevista per domani tra i vertici dell’Assi e i rappresentanti degli ippodromi per il rinnovo della convenzione; nel bilancio dell’ente alla voce ippodromi è previsto un capitolo di spesa di circa 62 milioni di euro, con un taglio del 40% rispetto al bilancio 2011. Tale somma dovrebbe essere ripartita tra gli impianti in base a una vera e propria classifica i cui parametri sono attualmente in discussione. A questo punto ogni discorso potrebbe essere sospeso in attesa di sapere chi e quando dovrà deliberare in merito. Si va quindi verso una proroga (l’ennesima) che però a questo punto proporrebbe un taglio orizzontale per tutti gli impianti in modo che a soffrirne maggiormente potrebbero essere gli ippodromi metropolitani (Roma, Milano e Napoli), proprio quelli che attualmente versano in condizioni economiche peggiori. 

Anche la gestione del segnale televisivo è ormai da tempo in regime di proroga. La vecchia assegnazione è scaduta il 30 giugno dello scorso anno, ma alla luce della situazione attuale potrebbe essere inevitabile un’ulteriore proroga, questa volta almeno fino al 31 dicembre. Qui il bando europeo è stato emesso e sono pervenute due richieste di partecipazione, quella della società Betflag e quella dell’attuale gestore Teleippica. Il bando ha un valore di circa 50 milioni di euro per sei anni, ma è evidente che a questo punto la sua assegnazione potrebbe non essere affidata a un organo in via di scioglimento. Secondo voci non confermate ci sarebbe però una penale da versare ai concorrenti in caso di annullamento della gara che, secondo esperti di diritto amministrativo, potrebbe essere trasferita per la deliberazione al Ministero, mentre l’esame delle offerte potrebbe proseguirà da parte della commissione già insediata e coordinata da un professore dell’Università di Roma La Sapienza.

Potrebbero interessarti anche