15:40 | Codacons presenta esposto in procura su disservizi metro B

Mentre proseguono i disagi sulle linee B e B1 della metropolitana capitolina, il Codacons ha inviato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e all’Autorità di garanzia sugli scioperi, chiedendo di intervenire in merito ai disservizi di questi giorni che hanno danneggiato pesantemente l’utenza.

Si legge nell’esposto: “Il trasporto pubblico e la regolarità del suo funzionamento è per una capitale mondiale come Roma di fondamentale importanza, in particolare per quanto riguarda il servizio della metropolitana. E’ evidente come Roma si diversifichi dalle altre città e una interruzione, una turbativa, un disservizio, una protesta in grado di alterare il regolare svolgimento del servizio pubblico, equivale a creare un enorme danno e a gettare nel caos la città con conseguente incremento del traffico in superficie. La conseguenza è stata il crearsi di scene di panico con spintoni, imprecazioni e qualche lite, generati dall’attesa per l’arrivo dei treni presso stazioni stracolme e veri e propri assalti ai convogli, da portare all’intervento delle forze dell’ordine al fine di agevolare e scaglionare l’afflusso delle persone.

Gravissimi i disagi – scrive ancora il Codacons nell’esposto – e seria la possibilità di rischi per l’incolumità dei passeggeri stipati sulle banchine e all’interno dei convogli. Pur condividendo le ragioni dei lavoratori, forme di protesta di questo tipo messe in atto dai macchinisti sono inaccettabili. Se è vero che la Costituzione, nel rinviare al legislatore la disciplina del diritto di sciopero non intese porgli alcun limite preciso, è altrettanto vero che lo impegnò a tenere nel dovuto rispetto le esigenze fondamentali dello Stato soprattutto il mantenimento e la garanzia dei pubblici servizi. Rallentare un servizio pubblico come il trasporto metropolitano, utilizzato ogni giorno da centinaia di migliaia di cittadini, ha come unico effetto quello di danneggiare gli utenti, senza peraltro colpire il datore di lavoro”.

L’associazione ha dunque chiesto alla Procura di “fare immediatamente luce e chiarezza sulla vicenda, poiché accertati i fatti e le eventuali responsabilità si potrebbero configurare diverse fattispecie penalmente rilevanti ivi compreso il reato di cui Art. 340 Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità; stante la possibilità di rischi per l’incolumità dei passeggeri stipati sulle banchine e all’interno dei convogli i reati di cui all’Art. 432 c.p. Attentati alla sicurezza dei trasporti e il reato di cui all’art. 610 c.p. violenza privata ovvero ogni altra fattispecie criminosa che viene individuata dalla S.V.”.

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