17:09 | Aborto, Consulta respinge ricorso contro legge 194

La decisione dei giudici costituzionali non ha dunque rivoluzionato la legge attuale, come le previsioni dei giorni scorsi. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che oggi in Camera di Consiglio ha esaminato il ricorso presentato dal Giudice tutelare del Tribunale di Spoleto in merito al caso di una sedicenne, F.N., che aveva chiesto di sottoporsi a interruzione volontaria della gravidanza senza il coinvolgimento dei genitori.

La questione di legittimità costituzionale è stata dichiarata “manifestamente inammissibile” dalla Consulta.

Il quesito è stato sollevato in particolare relativamente all’articolo 4 delle legge 194 del 1978 sull’aborto, ‘cuore’ della normativa che recita: “Per l’ interruzione volontaria della gravidanza entro i primi 90 giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge a un consultorio pubblico, o a una struttura sociosanitaria a ciò abilitata dalla Regione, o a un medico di sua fiducia” per procedere con l’aborto.

Ora bisognerà attendere le motivazioni della sentenza, che saranno scritte dal giudice Mario Rosario Morelli, che, nel novembre 2008, fu relatore della sentenza con cui la Cassazione disse sì all’interruzione dell’alimentazione per Eluana Englaro.

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