Chi è senza conflitto scagli la prima pietra: il caso Antitrust

Chieppa_AntitrustNominato segretario generale dell’Authority, Roberto Chieppa non è stato messo fuori ruolo dal Consiglio di Stato

 

ROMA – Di conflitti di interesse il nostro Paese ne ha pieni i magazzini. Per anni ci si è accaniti su Silvio Berlusconi, il re dei conflitti, ritenendo che fosse l’unico reprobo in un mondo di santi scrupolosamente rispettosi della legge. E poi invece ci si è accorti che incompatibilità, doppi e tripli lavori, dispense, esoneri, eccezioni, si trovano ad ogni angolo di strada.

L’ultimo caso rivelato (but not least) è quello del Consigliere di Stato Roberto Chieppa che il 19 dicembre dello scorso anno è stato nominato Segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, con decreto del ministro Passera su proposta del Presidente dell’Autorità Pitruzzella.

Uno pensa che, vista la legge istitutiva dell’Antitrust che fissa inderogabili paletti per tutti i dipendenti di qualsiasi ordine e grado, il Chieppa il giorno stesso della nomina abbia chiesto l’aspettativa al Consiglio di Stato (o sia stato messo fuori ruolo, non sappiamo qual è la prassi in casi di questo genere). E invece, in base alle informazioni presenti sul sito ufficiale, il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa si sarebbe limitato a prendere atto del nuovo incarico di Chieppa senza collocarlo fuori ruolo, così che il consigliere continua tranquillamente a svolgere le sue funzioni di magistrato presso il Consiglio di Stato.

Eppure la legge parla chiaro. L’art. 10 della legge 287/90 stabilisce che il presidente e i membri del direttivo dell’Autorità “non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, né possono essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura. I dipendenti statali sono collocati fuori ruolo per l’intera durata del mandato”.

Come ricorda il senatore Lannutti in una sua circostanziata interrogazione al presidente del Consiglio, gli stessi vertici apicali dell’Antitrust sono soggetti alle disposizioni del codice etico in materia di comportamento, imparzialità, conflitto di interessi, obblighi di dichiarazione e di astensione, ecc. (cfr. artt. 4, 5, 6, 7, 9 e 11). Si tratta di norme di legge e disposizioni regolamentari poste a garanzia dell’indipendenza e dell’autonomia dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

La posizione del Segretario generale sarebbe così palesemente anomala che il suo vice, Ombretta Main, sarebbe stata delegata a sottoscrivere atti di competenza del Segretario nei casi in cui quest’ultimo fosse impossibilitato ad esercitare le proprie funzioni, anche per concomitanti attività presso il Consiglio di Stato.

Appare dunque di tutta evidenza che il Segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, dalla data di assunzione delle funzioni ad oggi versa in situazione di incompatibilità assoluta e conflitto di interessi, in palese violazione delle norme di legge cui è soggetto tutto il personale dell’Autorità.

Il sen. Lannutti chiede quindi di sapere per quale motivo il Presidente ed il collegio non abbiano dichiarato l’incompatibilità nemmeno dopo la diffusione all’interno dell’Autorità della richiamata delega di firma anche in caso di assenza del Segretario generale per impegni relativi all’attività svolta per il Consiglio di Stato. Di conseguenza andrebbero avviati idonei accertamenti sulla regolarità della condotta del consigliere Chieppa e sulla regolarità delle decisioni assunte dal Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa in suo favore, nonché chiarita la sorte degli atti firmati dal Consigliere nel periodo di cumulo delle due funzioni ed in particolare quali siano le conseguenze dell’incompatibilità assoluta sulla validità degli atti da lui firmati in qualità di Segretario generale dell’Autorità.

Ad abundantiam, si fa notare che, senza alcun riguardo per le norme sulla trasparenza, sul sito dell’Autorità non vi è alcun riferimento agli emolumenti che il Chieppa percepirebbe nella doppia veste di Segretario generale dell’Antitrus e di Consigliere di Stato, sempre che lo stesso non eserciti le proprie funzioni gratuitamente.

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