Idi, indagati altri quattro dirigenti della onlus vaticana

IdiIl dg Domenico Temperini e il manager chiamato a gennaio da Decaminada, Giuseppe Incarnato

 

ROMA – Novità nell’inchiesta della procura di Roma sulle presunte appropriazioni di somme di denaro dalle casse dell’Idi, Istituto Dermopatico dell’Immacolata.

Sotto la lente degli inquirenti finiscono altre quattro persone, oltre a Padre Franco Decaminada, fino allo scorso gennaio consigliere delegato dell’ospedale capitolino.

Tra i quattro dirigenti della onlus vaticana finiti nel registro degli indagati figurano Giovanni Rusciano, imprenditore di Capri, titolare di una società, la Si. Production srl, impegnata in manifestazioni culturali e sportive di qualsiasi genere, consulente dell’Istituto dal 2005 al 2009, Antonio Nicolella (ex Sismi, direttore della logistica), Domenico Temperini (direttore generale) e l’attuale manager Giuseppe Incarnato, chiamato a gennaio scorso proprio da Decaminada. Per tutti l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e per violazione di norme fiscali.

Titolari dell’inchiesta sugli illeciti all’Idi sono il pubblico ministero Michele Nardi e il procuratore aggiunto Nello Rossi, avviata lo scorso dicembre in seguito ad un esposto nel quale alcuni dipendenti lamentavano il mancato versamento degli stipendi e segnalavano una serie di incongruenze nella gestione amministrativa della struttura sanitaria.

Debiti con le banche e i fornitori, evasione dei contributi Inps ed Enpam e appropriazioni di denaro cash per svariati milioni di euro avevano infatti ridotto al lumicino la liquidità del gruppo. Dopo mesi di scioperi e manifestazioni, solo la scorsa settimana si è arrivati all’annuncio del pagamento di tre mensilità ai dipendenti , grazie al finanziamento di un pool di banche.

Lunedì scorso padre Decaminada è stato interrogato per oltre tre ore in merito all’appropriazione di circa 800 mila euro, utilizzate per alcune operazioni immobiliari rivelatesi poi fallimentari, prima fra tutte l’acquisto di una villa in Toscana (ceduto alla Congregazione dopo le perquisizioni disposte dalla procura) i cui soldi sono stati prelevati direttamente dall’istituto. Da quanto si apprende le argomentazioni offerte dal religioso, non sarebbero state però particolarmente convincenti.

Non si ferma dunque il lavoro degli inquirenti nel tentativo di ricostruire gli anni ‘d’oro’ della gestione Decaminada, fatta di spese insensate e ammanchi stratosferici.

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