Cura dimagrante di Orsi per Finmeccanica

Ansaldo_EnergiaDopo l’India si parla di tangenti anche in Canada. Le linee guida del piano industriale del duo Orsi-Pansa 

 

ROMA – Continua a piovere sul terreno bagnato di Finmeccanica. Dopo il cancan sollevato dalle presunte tangenti pagate in India per promuovere il nostro caccia Eurofighter, ora ci si mette anche Avionews – World aeronautical press agency a rivelare, in un articolo pieno di se, di ma e di condizionali, che in Canada sarebbe in corso un’indagine a carico di soggetti canadesi in merito a presunte tangenti pagate da AgustaWestland ad una società di eliambulanza per favorire l’acquisto di 12 elicotteri per un valore complessivo di 144 milioni di dollari.

La cosa è alquanto strana e anche l’on. Antonio Razzi (Idv), che sull’argomento ha rivolto un’interrogazione a mezzo governo, si domanda perché mai AgustaWestland avrebbe pagato una tangente di 6,7 milioni di dollari a dei canadesi per attività di consulenza e marketing svoltesi effettivamente in Arabia Saudita ed in Brasile. Comunque il deputato dell’Italia dei Valori chiede “quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare per verificare l’operato di tutti i vertici di Finmeccanica, in quanto, ad avviso dell’interrogante, non può essere stata una sola persona ad attuare quanto riportato dai giornali”.

Ma, al di là di questi esiti giudiziari che in teoria potrebbero rimettere in discussione la governance del gruppo aerospaziale, i riflettori delle forze politiche, delle amministrazioni locali e dei dipendenti sono accesi in permanenza sul piano di risanamento messo a punto dal presidente Orsi e dal cfo e consigliere di amministrazione Pansa.

Come si sa, quel piano si muove lungo due guide lines: ridurre l’indebitamento con la cessione di asset non strategici e aumentare i flussi di cassa con la ristrutturazione industriale delle due aree aeronautica ed elettronica. Il nuovo imperativo è prendere commesse in giro per il mondo solo se remunerative. E’ una rivoluzione “culturale” rispetto all’era Guarguaglini quando si puntava tutto sulla dimensione del fatturato a prescindere dalla redditività.

Il risultato tuttavia della “cura dimagrante Orsi” in un certo senso appare devastante. Sul mercato infatti, dopo aver portato in borsa Sts e aver ceduto il 45% di Ansaldo energia al fondo First Reserve (oggi nel mirino anche di Siemens), adesso c’è Ansaldo Breda pressata da vicino dai giapponesi dell’Hitachi.

Ansaldo Sistemi Industriali intanto era già stata ceduta al fondo americano Patriarch Partners, che a sua volta l’ha rivenduta in questi giorni al colosso giapponese dei motori per applicazioni domestiche Nidec. La sorte dei 1.377 dipendenti, come sempre avviene in operazioni di merger internazionali, resta appesa a un filo.

L’altra sera il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando e il sindaco di Genova, Marco Doria, fortemente preoccupati per l’ondata di dismissioni annunciata, sono scesi a Roma per incontrare il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Per quanto i due amministratori liguri alla fine dell’incontro abbiano fatto buon viso per ragioni di mera cortesia, il risultato che portano a casa è assai modesto ed in parte evasivo.

Il ministro infatti si è detto disponibile ad incontrare i sindacati sulla vertenza, mettendo però le mani avanti dal momento che lo Stato non è l’azionista di maggioranza in quanto Finmeccanica è quotata in borsa (come se non bastasse il 30% delle azioni Finmeccanica in mano al Tesoro a farne il socio di riferimento, ndr). Caso diverso dalla vertenza Fincantieri (gruppo in crisi profonda) e azienda di Stato a pieno titolo.

A Burlando alla fine dell’incontro non è rimasto che accontentarsi delle promesse: “Il ministro ci ha garantito che se i sindacati chiederanno un incontro, lui non solo è disponibile, ma anche interessato, tenendo però presente però che lo Sviluppo economico non è l’azionista e Finmeccanica è una società quotata in Borsa. Sono fiducioso di poter trovare soluzione positiva come è stata fatto con Fincantieri, tanto più che Finmeccanica non versa nelle stesse condizioni disperate. Fincantieri è un’azienda dello Stato, Finmeccanica no. Ma sono convinto si possa comunque aprire un percorso positivo”.

Se lui si accontenta, sono di tutt’altro avviso i rappresentanti dei lavoratori: “Noi contestiamo le cessioni perché energia e trasporti sono in forte crescita e le nostre aziende hanno le tecnologie per partecipare a questa partita”.

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