Buco da 100 milioni per il Gemelli. A rischio stipendi e servizi

Policlinico_GemelliIngenti crediti non saldati e tagli degli stanziamenti regionali avviano ad un contenimento dei costi e del personale

 

ROMA – L’Università Cattolica ripianerà il “rosso” del policlinico Gemelli, quasi 100 milioni di euro, dovuto principalmente a “ingentissimi” crediti non saldati e al taglio degli stanziamenti regionali, avviando nel contempo un piano di razionalizzazione e contenimento dei costi. E’ quanto stabilito dal Consiglio di Amministrazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore riunitosi ieri sera fino a tardi, per analizzare i risultati dell’esercizio 2011 dell’Ateneo e della gestione speciale del Policlinico A. Gemelli.

“Con riguardo alla situazione del Gemelli – si legge in una nota della Cattolica – gli impegni presi dalla Regione Lazio prevedono, uno stanziamento, a fronte di 535 milioni di euro dello scorso anno, per l’esercizio 2011 di 510 milioni di euro, cifra che, in virtù delle prestazioni effettive, si ferma a 480 milioni.

Un tale decremento delle risorse finanziarie destinate al Gemelli trova origine in un approccio della Regione Lazio che tende impropriamente ad assimilare il Policlinico Universitario Agostino Gemelli alle strutture private accreditate, disconoscendo in tal modo le caratteristiche dimensionali e qualitative del Policlinico”.

Lapidaria la replica della presidente della regione Lazio Renata Polverini: “La Regione ha delle leggi nazionali e regionali che deve rispettare”.

Tutto questo, “insieme al mancato pagamento di ingentissimi crediti del sistema pubblico relativi al periodo 2000-2010, ha condotto a un risultato dell’esercizio 2011 gravemente negativo, con una perdita di 99,6 milioni di euro a carico della gestione del Policlinico Gemelli, che il Consiglio di Amministrazione ha disposto di coprire, impiegando le risorse patrimoniali dell’Ateneo”.

Quanto al piano d’azione, le misure decise dal Consiglio di Amministrazione prevedono “una marcata accentuazione degli interventi di razionalizzazione e recupero di efficienza previsti dal piano approvato nel dicembre 2011.

Le iniziative programmate contemplano importanti misure di contenimento dei costi dei beni e servizi acquisiti all’esterno unite a inevitabili, seppure da attuarsi con equità ed equilibrio, interventi sul costo del personale afferente all’organico del Policlinico, fermo restando che senza il puntuale adempimento delle obbligazioni a carico del servizio sanitario e senza il riconoscimento, da parte delle Istituzioni Regionali e Statali, del ruolo e delle funzioni svolte dal Policlinico Gemelli a beneficio della collettività risulterà particolarmente arduo mantenere i livelli quantitativi e qualitativi dell’assistenza fornita”.

Se dunque non arriveranno i soldi si dovranno tagliare costi di beni e servizi acquisiti dall’esterno, oltre che il costo del personale. A marzo erano stati già disdetti i contratti di tutto il comparto (tutto il personale, escluso i medici, 3.700 dipendenti). La trattativa, anche con il personale medico, è ancora in corso ed è delicata, visto che si ipotizza un taglio al costo del personale di 20 milioni di euro. Per duemila dipendenti che ne hanno diritto c’è stata anche la brutta sorpresa del mancato pagamento della quattordicesima per problemi di cassa. Bloccato il turnover, a rischio i contratti a termine.

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