Il giallo poi risolto delle dimissioni di Bortoli dalle Metropolitane

bortoli_federicoLo ‘storico’ ad dell’azienda del Comune di Roma lascia l’incarico per assumere quello di direttore generale

 

ROMA – Il giallo è durato 24 ore, quasi quanto le dimissioni, annunciate e poi ritirate, a febbraio scorso dallo stesso protagonista.

Federico Bortoli, ‘storico’ amministratore delegato di Roma Metropolitane, nonché componente del Cda, si è dimesso dalla prima carica della società del Comune di Roma.

La notizia, lanciata ieri, ha dato però il via ad una serie di illazioni e congetture. Sarebbe stata infatti sempre la metro, quella C di febbraio, la B di oggi, alla base delle dimissioni dall’azienda capitolina. I maligni avevano addirittura notato che all’inaugurazione di venerdì della nuova tratta Bortoli era stato un po’ in disparte. Nulla di tutto questo. A spiegare l’accaduto ci ha pensato oggi il sindaco Alemanno. “Le dimissioni di Federico Bortoli da amministratore delegato di Roma Metropolitane sono un fatto concordato perché continuerà inalterato il suo ruolo ma come direttore generale. La legge – ha aggiunto il sindaco – non consente di tenere il doppio ruolo, ed è più importante quello di direttore generale, in cui concentriamo tutti i poteri dell’ad”.

Bortoli era andato in rotta di collisione con la giunta comunale a febbraio, quando la Corte dei Conti aveva sonoramente bocciato la linea C, definita dallo stesso ad ”la metro più costosa d’Europa”. Nella lettera di dimissioni, arrivata sul tavolo del sindaco Alemanno, l’amministratore si diceva deluso per il mancato riconoscimento del suo impegno per la Metro C. Dimissioni poi rientrate su pressione dello stesso sindaco.

Poi il 12 giugno scorso, per evitare il commissariamento di un Cda che era già in prorogatio, l’assemblea dei soci aveva nominato i componenti del nuovo Cda, tra cui lo stesso Bortoli. Insomma, nonostante i problemi relativi all’avvio della nuova tratta della metro B1 di questi giorni, il direttore generale rimane in sella.

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