Dopo le truffe, il lifting dell’Enpam

Fornero_slider_bisTre miliardi investiti in titoli derivati hanno causato perdite per 500mln. Finti risparmi camuffati con artifici contabili

 

 

ROMA – Il peso delle gestioni “allegre” del presidente dell’Enpam, Eolo Parodi, e del suo “consigliere esperto per gli investimenti”, il bocconiano Maurizio Dallocchio, è difficile da metabolizzare anche dopo il cambio della guardia avvenuto al vertice dell’Ente di previdenza dei medici italiani.

C’è innanzitutto da attendere la chiusura dell’indagine che la Procura di Roma ha aperto nei confronti dei vertici dell’Ente. I pm Nello Rossi e Corrado Fasanelli hanno disposto una serie di perquisizioni a tappeto presso gli uffici e le abitazioni degli indagati ed ora stanno tentando di riordinare le idee e i fili della presunta “truffa aggravata”.

Il filone principale d’indagine, come si ricorderà, riguarda quella “indigestione” di titoli derivati di cui negli anni scorsi l’Enpam fece incetta, impegnando senza alcuna motivazione reale quasi un terzo del proprio patrimonio (2,9 miliardi di euro su un totale di 11) e pagando commissioni esagerate alle società di intermediazione. Risultato: per ora, una perdita secca di quasi 500 milioni.

Ma anche l’altro filone controverso, quello immobiliare, non riserva sorprese inferiori. Ad attirare l’attenzione dei magistrati sono state le ultime operazioni del fondo immobiliare Ippocrate, di proprietà dell’Enpam ma gestito dalla solita Idea Fimit, la più grossa società di gestione di fondi immobiliari (tra cui quello di via della Stamparia a Roma), presieduta da Antonio Mastrapasqua (sì, proprio lui, il presidente dell’Inps) e animata dietro le quinte dal fondatore Massimo Caputi.

Il giochetto è sempre lo stesso: il fondo Enpam acquista l’anno scorso, in piena crisi immobiliare, il palazzo della Rinascente a Milano per 472 milioni di euro versati alla società Prelios che quattro anni prima, in pieno boom, ne aveva sborsati solo 364. Una bella plusvalenza per il venditore, che però impallidisce davanti a quelle realizzate dal costruttore romano Pulcini che riesce a vendere all’Enpam due grossi immobili dalle parti di via del Serafico a Roma: uno nel 2009 per 58 milioni, comprato tre mesi prima alla metà, e l’altro nel 2010 per 60 milioni dopo averne spesi 23 due mesi prima.

Ora basta, però, l’Ente adesso si redime e dichiara testualmente: «A partire da aprile dello scorso anno la Fondazione ha riportato in casa la gestione degli immobili rinunciando a darla in appalto a gestori privati. L’incarico è stato affidato a Enpam Real Estate srl, di cui Enpam è socio unico e che è presieduta da Alberto Oliveti. Così facendo, nel 2011 la Fondazione Enpam ha già risparmiato 2,5 milioni di euro rispetto all’anno precedente».

A ridurre l’intervento di risanamento finanziario ad un’operazione di mero lifting contabile ci pensa questa volta il senatore Lannutti, che in un’interrogazione al ministro del Lavoro rivela che, a fronte dell’asserita riduzione di spesa, sono significativamente cresciute le spese della Enpam Real Estate per le voci «costo del lavoro», passate da 187.000 euro del 2010 a 1.087.728 euro del 2011, e «costi per servizi», passati da circa 2 milioni di euro del 2010 a 2,7 milioni di euro del 2011.

Inoltre, il conto economico preventivo della Fondazione Enpam per il 2012 prevede un accantonamento per la voce «spese per fabbricati da reddito» che supera i 52 milioni di euro, a fronte dei 46 sostenuti nel 2011, con l’aggiunta dell’aumento della posizione debitoria della Enpam Real Estate cresciuta in un solo anno di quasi 7 milioni di euro per «debiti verso fornitori».

D’altra parte – continua Lannutti – con la creazione della Enpam Real Estate si è anche determinata una artificiosa duplicazione di ruoli e posizioni in capo a componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione Enpam, che cumulano anche la carica di componenti del Consiglio di amministrazione dell’Enpam Real Estate e i relativi compensi. In particolare le spese per gli organi (Consiglio di amministrazione e Collegio sindacale) dell’Enpam Real Estate, sono state pari a euro 1.143.626 a fronte di euro 893.169 dell’esercizio 2010; parallelamente le spese per gli organi della Fondazione, a fronte di euro 3.960.621 del 2010, balzano in anno euro 4.326.010.

Adesso, mentre la giustizia fa il suo corso, la palla passa al ministro Fornero che, come da lei stessa dichiarato, ha ricevuto le relazioni dei sindaci Enpam e della Covip. “Prenderò una decisione in merito appena avrò un quadro complessivo della situazione”.

Non dovrebbero pertanto tardare quelle iniziative che il governo deve assumere, anche attraverso i componenti di nomina ministeriale del Consiglio di amministrazione e del Collegio di sindaci della Fondazione Enpam, per assicurare che i processi di comunicazione istituzionale avvengano nel rispetto della trasparenza, completezza e correttezza dell’informazione ai propri iscritti.

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