Le linee guida della “Grande Inps”

Inps_sede_eurLa strategia di integrazione tra Inps, Inpdap ed Enpals. Il grande business immobiliare e lo spauracchio degli esuberi

 

ROMA – Il processo di accorpamento dei tre enti previdenziali, Inps, Inpdap ed Enpals, destinato a creare un “mostro” da 6/700 miliardi di euro e 23mila dipendenti, ha ormai preso il via. Con la recente determinazione 5804 il presidente Mastrapasqua ha varato le linee di indirizzo per le modalità attuative del percorso di integrazione, impegnando al tempo stesso il direttore generale a predisporre il piano industriale da sottoporre al presidente entro il prossimo 30 giugno, nonché a predisporre la nota di assestamento di bilancio 2012 e ad eseguire tutti gli atti di competenza.

La strategia della mega operazione mira innanzitutto a “garantire la continuità e l’efficacia dell’azione amministrativa e il progressivo allineamento ai migliori standard di servizio per l’utenza e, al tempo stesso, conseguire risparmi strutturali attraverso la riduzione delle spese complessive di funzionamento”. L’integrazione inoltre prevede l’estensione del perimetro dei grandi progetti di innovazione ed efficientamento dell’Inps anche agli enti soppressi.

Tenuto conto di questi obiettivi, la strategia d’integrazione si fonda sui seguenti principi guida:

•    Efficienza organizzativa e gestionale
•    Valorizzazione del capitale umano
•    Forte utilizzo della leva tecnologica
•    Sviluppo multicanalità e accessibilità
•    Razionalizzazione logistica
•    Efficacia attività contrattuali
•    Riduzione strutturale del contenzioso
•    Accertamento del credito e riscossione
•    Sviluppo di una cultura previdenziale

C’era da attendersi che su un’operazione di questa portata si scatenassero illazioni, appetiti e previsioni di ogni genere. In particolare su due elementi la bagarre è in pieno svolgimento: quello immobiliare e quello del personale. Sotto l’aspetto logistico, non vi è dubbio che con l’accorpamento in un unico ente molte sedi saranno dismesse, gli spazi saranno razionalizzati, le direzioni regionale dei tre enti, come quelle provinciali, saranno accorpate in un unico stabile.

Altrettanto dicasi per il coordinamento delle politiche di acquisto attraverso un’unica centrale, la standardizzazione delle procedure per le attività negoziali, la realizzazione di economie di scala, l’aumento del livello di concorrenza tra gli operatori dì mercato e lo sviluppo di strumenti telematici a supporto degli acquisti.

Ma è sul personale che si fa già “terrorismo” sociale. Per la verità la delibera previdenziale si limita a parlare soltanto di informazione preventiva alle organizzazioni sindacali degli eventuali esuberi di personale che dovessero risultare al termine del processo di integrazione. Si dà invece già per scontato che non saranno meno di 5.000 i dipendenti dei tre enti da mettere in mobilità, che ventitre direttori generali andranno a casa e che settanta direttori di secondo livello saranno eliminati.

Qualunque previsione a questo proposito era apparsa prematura. Tant’è che l’Istituto si è affrettato a smentire la voce. “Nei piani di integrazione dell’ex-Inpdap e dell’ex-Enpals in Inps non c’è alcun programma di esubero o mobilità di dipendenti. Il processo di integrazione è stato finora tracciato dagli indirizzi del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Istituto e dalle linee programmatiche del Presidente, che affidano alla tecnostruttura la predisposizione di un piano industriale, che non è stato definito. Nei documenti fin qui redatti sono già stati individuati i piani di razionalizzazione della spesa, a partire dall’integrazione logistica e delle piattaforme informatiche. Per quanto riguarda il personale non è all’ordine del giorno alcun intervento, sono quindi destituite di ogni fondamento le cifre indicate oggi da alcuni organi di stampa”.

Tuttavia i sindacati sono in allerta e hanno chiesto di essere consultati entro questa settimana, prima cioè della pubblicazione del piano industriale.

Potrebbero interessarti anche