16:12 | Rai, Pdl e Lega disertano Vigilanza. Slittano le nomine del nuovo Cda

Si è aperta e subito richiusa la seduta della commissione di Vigilanza sulla Rai, riunitasi oggi come seggio elettorale per l’elezione dei sette consiglieri di amministrazione Rai di sua competenza. Pdl e Lega hanno disertato la seduta facendo mancare il numero legale, visto che i loro rappresentati sono 21 sui 40 componenti l’intera commissione. A darne notizia, uscendo dalla riunione dopo la seconda chiamata andata a vuoto, è stato il capogruppo del Pd in Vigilanza, Fabrizio Morri, che ha definito “irresponsabile” il comportamento di Pdl e Lega. Morri ha anche annunciato che ora il presidente della commissione, Sergio Zavoli, convocherà un Ufficio di presidenza per calendarizzare una nuova votazione.

Morri ha anche detto che “il governo a questo punto debba convocare un vertice di maggioranza per un chiarimento sulla Rai, dopo che ci aveva chiesto di soprassedere alla nostra richiesta di modificare la legge Gasparri perché non c’erano i tempi e bisognava procedere con urgenza. Purtroppo -ha aggiunto il capogruppo del Pd in Vigilanza- credo che l’assenza di Pdl e Lega di oggi sia legata ai dissensi interni a quel partito e agli equilibri con la Lega. Un gioco politico che ha stancato anche l’opinione pubblica e che è fortemente penalizzante per la Rai”.

Secondo Giorgio Merlo, “il Pd si è mostrato molto più responsabile perché, pur volendo cambiare la governance, aveva aderito alla richiesta del governo di non lasciare la Rai nel guado”. Anche Vincenzo Vita del Pd è intervenuto criticamente sulla decisione di Pdl e Lega: “Il Pdl si sta assumendo una gravissima responsabilità. Dovrà risponderne pubblicamente. Dopo aver detto che era urgentissimo il rinnovo del Cda, che non c’era tempo per cambiare la Gasparri, adesso non votano. Io credo che si tratti di una messa in scena perché non si sono messi d’accordo sui nomi”.

Oltre al Pd alla votazione di oggi erano presenti diversi esponenti del terzo polo: i rappresentati dell’Udc, Flavia Perina di Fli, e uno dei due esponenti dell’Idv. Il radicale Marco Beltrami era presente ma non ha partecipato al voto.

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