Al sicuro le pensioni integrative dei dipendenti Rai

cavallo-rai-mazzini-SLIDIl Fondo complementare Craipi, dopo anni di gestioni tempestose, ritrova un suo equilibrio. Il ruolo della Covip

 

ROMA – Da oltre 20 anni i dipendenti della Rai e delle aziende collegate dispongono di un Fondo pensioni integrative, il Craipi, gestito da un consiglio di amministrazione di otto membri di cui quattro designati dalla Rai e quattro dall’assemblea degli iscritti. Sul Craipi, come per tutti gli altri fondi pensione, sovrintende la Commissione pubblica di vigilanza (Covip).

Ora, negli anni scorsi erano state sollevate da più parti critiche sui metodi di gestione del Fondo e soprattutto sui suoi risultati costantemente in rosso. Pur disponendo infatti di un patrimonio non indifferente (217 milioni), i risultati finanziari relativi agli ultimi esercizi non sarebbero stati in linea con i principali benchmark di riferimento (Tfr, Titoli di Stato, Fondo pensione dei dirigenti Rai, rendimenti dei Fondi monocomparto, Fondo dei dipendenti gruppo Mediaset), fino a far temere – come sostiene in una sua interrogazione al ministro del Lavoro il deputato Pdl Aracri – “presunti rischi di stabilità economico-finanziaria del Fondo Craipi, indotti essenzialmente dalla composizione del portafoglio del Fondo Craipi, fatto da titoli e/o polizze e/o gestioni ad alto rischio anziché da titoli di Stato o simili a rischio contenuto”.

Nel rispondere all’interrogazione, il ministro Fornero ha sostanzialmente confermato le perplessità suscitate in merito alla gestione del Fondo, tanto da indurre la Covip a chiedere alla Guardia di Finanza un intervento del Nucleo speciale di polizia tributaria “per acquisire dati, notizie, informazioni e documenti utili a valutare la rispondenza delle scelte assunte in materia di investimenti nel periodo 2008-2009 ai criteri di sana e prudente gestione”.

Quanto alla governance, ed in particolare al rinnovo degli organi collegiali scaduti nel 2004, la causa del ritardo è da attribuirsi alle difficoltà di dialogo del Fondo con la Rai, che non ha mai presentato le candidature per le nuove elezioni del Cda, e con le organizzazioni sindacali che hanno proposto candidati privi dei requisiti di legge. La conseguenza è stata una prorogatio infinita che ha rasentato l’amministrazione straordinaria e la liquidazione coatta amministrativa. Solo nel febbraio 2010 l’impasse è stato superato con la ricomposizione degli organi di amministrazione. Oggi il presidente è Franco Raimondo Boccia che guida il Fondo con altri sette consiglieri.

In ordine al profilo finanziario, la Covip ha riscontrato che nel decennio 2000/2009 il Fondo ha registrato rendimenti medi annui pari a zero rispetto al 2,5 per cento registrato, nel medesimo arco di tempo, dai mercati di riferimento e dai principali fondi pensione. In particolare per gli esercizi 2008/2009 sono emerse alcune rilevanti criticità sostanzialmente connesse ad un’elevata frammentazione del patrimonio tra differenti modalità gestionali, con conseguente difficoltà di ricostruzione dei profili di rischio e rilevanti costi amministrativi, nonché la presenza di strumenti finanziari derivati con finalità spiccatamente speculative.

Stando dunque alla risposta del ministro Fornero e alle informazioni fornite dalla Covip, sembra proprio che il Craipi abbia finalmente messo la testa a posto. Data infatti la natura stessa del Fondo, non si prospettano rischi di insufficienza di risorse per il pagamento delle prestazioni, la comunicazione periodica agli iscritti è stata eseguita sulla base dello schema deliberato dalla Commissione e anche l’informativa precontrattuale si è adeguata alle direttive Covip.

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