Antitrust, concorrenza motore della crescita

Giovanni_PitruzzellaLa competizione come ‘potente stimolo all’innovazione’. Per lo sviluppo necessari altri interventi  

 

ROMA – In tempi di crisi come questi, dai contorni indecifrabili e soprattutto dalle soluzioni sconosciute, gli appuntamenti liturgici con i detentori delle leve, pubbliche o private, che governano i sistemi economici sono attesi sempre con un eccesso di messianesimo. E proprio quest’attesa eccessiva finisce il più delle volte per deludere gli ascoltatori.

Anche l’odierna relazione annuale del presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, non è sfuggita del tutto a questo gap di incisività. D’altronde, al di là dei numeri, come sempre numerosi e dettagliati, l’accento posto sulla concorrenza quale ”potente stimolo all’innovazione”, rappresentava una facile via di fuga verso astratti precetti e raccomandazioni.

“La crisi che viviamo – ha detto Pitruzzella – non è riconducibile a una semplice fase dell’economia, della politica, dello Stato. Ne derivano processi di trasformazione delle istituzioni, e particolarmente di quelle che si trovano nel punto di incontro tra la democrazia e il mercato, come è il caso delle Autorità indipendenti”. Ma a prescindere dal nostro operato di indirizzo e di controllo, ha insistito il presidente dell’Antitrust, “dal tunnel si può uscire ma occorre il coraggio di innovare per ricostituire, su basi e regole nuove, l’equilibrio tra democrazia, mercato e coesione sociale”, superando egoismi,corporativismi e miopie politiche.

“In periodi di recessione – dice Pitruzzella – acquistano forza le sirene del protezionismo e della tutela delle imprese più deboli contro il pericolo della loro estromissione dal mercato. Ma se noi consentissimo, attraverso l’allentamento dei vincoli antitrust, la restrizione dell’offerta o la fissazione di prezzi al di sopra del valore di mercato, ostacoleremmo l’avvio di processi di selezione delle imprese a favore di quelle più efficienti, finendo per penalizzare l’innescarsi di efficaci e duraturi processi di ripresa economica”

Passando ad analizzare i singoli comparti produttivi, Pitruzzella ha sottolineato che è ancora insufficiente la concorrenza nel settore dei servizi ferroviari, anche se la creazione di un’autorità di regolazione dei trasporti consentirà di trovare soluzione alle ”numerose criticità concorrenziali del sistema dei trasporti”.

Sul fronte dello sviluppo le misure pro-concorrenziali ”sono importanti ma non sono tutto”. Per riaccendere il motore dello sviluppo, ”sono necessari altri interventi sia a livello nazionale (con la valorizzazione del capitale umano e il recupero dell’efficacia della spesa per le infrastrutture) che europeo”. E “un buon esempio di questa direzione è fornito dal decreto legge per la crescita”, varato dal governo.

Pitruzzella si è infine soffermato sulla semplificazione amministrativa che non deve essere “una sorta di tela di Penelope” dove “con una mano si semplifica, mentre con l’altra si aggiungono nuovi oneri burocratici”.

Infine l’Alitalia deve rimuovere la propria posizione di monopolio entro l’inizio della prossima stagione invernale e dovrà presentare all’Antitrust misure in questa direzione. Terminato il periodo di sospensione dell’applicazione delle norme antitrust, l’Autorità ha accertato in capo ad Alitalia Cai ”la persistenza di una situazione di monopolio sulla rotta Milano Linate-Roma Fiumicino”. E ciò, spiega Pitruzzella, “in ragione della mancanza di pressione concorrenziale da parte di altri vettori aerei, stante l’impossibilita’ di ottenere slot su Milano Linate e dell’insufficienza dell’alternativa rappresentata dal servizio di trasporto ferroviario ad alta velocità tra Roma e Milano”.

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