Giochi online, da inizio anno spesi 343 milioni (+11,7%)

giochi_onlineAll’Erario vanno 84 mln. Poker cash e casinò trascinano il mercato. Crollano le scommesse sportive

 

ROMA – Nei primi cinque mesi del 2012 gli italiani hanno speso in giochi online 343,1 milioni di euro, un dato in crescita dell11,7% rispetto allo stesso periodo del 2011. È quanto si legge nella nota diffusa oggi dai Monopoli di Stato secondo cui la raccolta dei giochi online da gennaio a maggio è stata pari a poco più di 6,8 miliardi di euro, con le vincite che hanno toccato quota 6,5 miliardi.

Con oltre 20 milioni di euro a testa poker cash e scommesse sportive sono i giochi online che garantiscono i maggiori incassi, in termini assoluti, per l’Erario: circa la metà degli 84 milioni di euro complessivi – secondo un’elaborazione di Agipronews su dati Aams – garantiti alle casse statali dal gaming made in Italy. Altri 18 milioni di euro sono arrivati  dai tornei di poker online, mentre i casinò online hanno generato incassi per circa 11 milioni di euro.

Poker cash e casinò trascinano il gioco online nei primi cinque mesi del 2012. Le due nuove modalità introdotte quasi un anno fa (precisamente a luglio 2011) totalizzano – insieme con il poker a torneo – circa il 67% della spesa complessiva con poco meno di 230 milioni. Un dato in crescita del 17,4% rispetto allo stesso periodo del 2011, quando però cash e casinò online non erano ancora stati introdotti. Grazie a loro viene compensato il calo della spesa per il poker a torneo (ammonta a poco più di 72 milioni di euro), che da gennaio a maggio 2012 ha perso il 52,5% rispetto agli stessi mesi dello scorso anno. Il successo di poker cash e casinò ha permesso di recuperare milioni di euro dal circuito illegale: questo grazie a un modello di tassazione – il 20% sulla spesa – che tiene molto alta la percentuale delle somme giocate che tornano ai giocatori sotto forma di vincita. Il payout di cash e casinò è al 97%, molto più alto rispetto a quello del poker a torneo (la cui imposta è invece del 3% sulla raccolta), che si ferma all’88%. 

Crolla la spesa degli italiani nel settore delle scommesse sportive online. Nei primi cinque mesi del 2012, secondo i dati diffusi dai Monopoli di Stato, il calo registrato è stato del 25,7% rispetto allo stesso periodo del 2011. Poco più di 79,6 milioni di euro a fronte di una raccolta di 512 milioni, con un livello di payout (le vincite tornate ai giocatori), pari a 432,4 milioni, circa l’84,4% del totale. A pesare sul calo sono stati soprattutto i mesi di gennaio e febbraio, nei quali i ripetuti stop del campionato per il maltempo hanno bloccato il comparto e – probabilmente –  si sono sentiti anche gli effetti della seconda ondata del calcioscommesse, arrivata prima della pausa di Natale. A gennaio 2011 erano stati raccolti 137 milioni di euro, nel 2012 il totale si è fermato a 105 milioni, stesso trend a febbraio dove il dato del 2011 (129,5 milioni) è nettamente più alto rispetto a quello del 2012 (101 milioni circa). Nel solo mese di maggio, rispetto al 2011, la spesa (7,8 milioni di euro) è cresciuta dell’1%.

Il bingo resta saldamente al terzo posto tra le categorie di giochi a distanza più popolari in termini di spesa, poco più di 20 milioni nei primi cinque mesi del 2012, il 6% del totale. Nel mese di maggio, il bingo è in calo nel confronto annuale (3.725.863 euro, –30,1% rispetto a maggio 2011). In aumento rispetto allo stesso mese del 2011 la spesa in scommesse ippiche: +53,6% nel maggio 2012, superando ampiamente il precedente massimo degli ultimi due anni, grazie anche all’avvio dell’offerta di scommesse a quota fissa da parte di Betflag (unico concessionario che al momento le propone in palinsesto). La spesa online per Superenalotto, Superstar e Win for life è assestata sui valori degli ultimi mesi con +5,4% rispetto a maggio 2011, così come i Gratta e vinci rimangono stazionari dal giugno dello scorso anno e segnano –34,3% rispetto a maggio 2011.

In generale i giocatori rimangono “fedeli” ai giochi più popolari (poker cash, casinò e scommesse sportive), che insieme rappresentano, nei primi cinque mesi del 2012, ben il 90% della spesa in giochi a distanza (aggiungendo il bingo si arriva al 96%).

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